Riaprono le Chiuse di Leonardo all’Università Bicocca di Milano

Le Chiuse di Leonardo riaprono all’Università di Milano-Bicocca grazie alla realtà virtuale!

Le Chiuse dei navigli milanesi, già studiate e documentate (ma non inventate) da Leonard da Vinci, saranno riprodotte all’Università di Milano-Bicocca con un’esposizione multimediale che si svolgerà da mercoledì 10 a venerdì 19 ottobre nel corridoio che attraversa piazza della Scienza.

Gli innovativi sistemi idraulici che per secoli hanno permesso di far superare alle imbarcazioni i dislivelli esistenti all’interno dei canali, saranno ricreati grazie alla realtà virtuale: il  video prevede infatti la messa in scena delle chiuse a grandezza reale (6 x 3,5 metri) in azione al contatto con l’acqua. Una volta concluso il movimento dei portoni, su di essi appariranno le radiografie e successivamente la segnalazione dei punti di diversa datazione con un cronometro che segna il passare del tempo. La riproduzione si conclude con la proiezione di alcuni disegni di Leonardo tratti dal Codice Atlantico, mappe della città navigabile e fotografie storiche. Alcuni pannelli esplicativi e uno schermo dotato di cuffie completeranno l’esperienza, dando informazioni specifiche di carattere scientifico. Leggi tutto

Torna il “Mercatone dell’Antiquariato” sul Naviglio Grande

Domenica 26 novembre torna il Mercatone dell’Antiquariato sul Naviglio Grande a Milano, da viale Gorizia a via Valenza: 2 km di variopinte e curiose bancarelle!

Saranno presenti circa quattrocento espositori, con prevalenza espositiva inerente l’antiquariato, in più in due vie, precisamente la via Corsico e via Paoli, dedicate al vintage di qualità.

Credit: http://www.navigliogrande.mi.it/domenica-21-giugno-mercatone-dellantiquariato/

Si potrà curiosare fra antichi mobili e orologi, graziose porcellane, preziosi argenti e gioielli, tenere ed inquietanti bambole, molti giocattoli d’epoca e oggetti di collezionismo, nonché libri, fumetti e stampe esposte accuratamente, a disposizione di cittadini e turisti.

Ci si potrà imbattere anche in veri e propri tesori: oggetti antichi e introvabili, preziose monete, francobolli d’epoca e manoscritti originali! Per non essere impreparati e fare grandi affari potete contare sull’aiuto di Scripomarketpunto di riferimento di coloro che vogliono essere informati sul mondo del =&0=& d’élite e conoscerne le =&1=&, oltre a scoprirne le =&2=&

Nella giornata dell’esposizione tutti i negozianti ed i locali di ristoro rimarrano aperti, per offrire ai visitatori un’ulteriore possibilità di acquisti o di gustarsi qualche piatto tipico della cucina milanese. Leggi tutto

Tramonto meraviglioso: ecco spiegato il motivo.

Ieri sera tutti gli italiani hanno potuto ammirare il primo tramonto dell’ora solare: dune di fuoco e scie magenta.
Il tramonto che ieri ha dipinto il cielo italiano ha inevitabilmente tenuto tutti con il naso all’insù, causando il sovraffollamento di scatti e selfie postati sulle varie pagine social.

I Milanesi hanno dunque sfruttato l’effetto specchio che si è creato sulle acque dei nostri canali, i Navigli, scattando pazzesche fotografie postate subito in rete.

Tramonto in Darsena.       Fotografia di Simone Lunghi

Moltissimi milanesi hanno creduto che questi meravigliosi colori siano stati generati dall’inquinamento atmosferico che attanaglia il capoluogo lombardo, ma il professor Maurizio Maugeri, fisico dell’atmosfera dell’Università di Milano, ha smentito questa ipotesi: «No, erano nubi troppo alte che stazionavano verso il limite della stratosfera e l’inquinamento in questo caso non è la causa del loro effetto spettacolare».

Maugeri quindi spiega il motivo di questo tramonto così particolare: «i è creata una condizione particolare dovuta alla diffusione del vapore acqueo, per cui la luce del sole al tramonto, attraversando i cristallini, produceva colori e disegni straordinari simili alle nubi lenticolari, che però, in genere, si presentano separate».

Scartata dunque l’ipotesi dell’inquinamento, poiché: «L’inquinamento agisce a livelli più bassi, e poi negli ultimi giorni una ventilazione discreta sulla Val Padana ha abbassato i livelli inquinanti, quindi non può generare conseguenze simili».

Tramonto presso il Panperduto (VA). Fotografia dalla pagina facebook del Panperduto

Navigare il Po: mettiamoci in rete

Per tutti i naviganti e gli appassionati di fiumi di laghi e lagune:
a Venezia, venerdì 20 e sabato 21 ottobre, presso la Camera di Commercio di Venezia Rovigo Delta – Lagunare, si parlerà di navigazione turistica, di progetti, innovazioni e di ambizioni, per una destinazione di area vasta e bellissima da Locarno a Milano e da Torino fino Venezia.

Protagonisti anche i nostri Navigli e la loro riapertura all’interno dell’Idrovia Locarno-Milano-Venezia.

Noi ci saremo, vi aspettiamo!

Partecipazione libera

Il Ponte del “Trofeo”

Il ponte del Trofeo è situato sul ponte posto all’incile del Naviglio Pavese, appena dopo la Darsena, e prende il nome da un monumento costruito in epoca spagnola, comunemente detto “trofeo di Fuentes”, dal nome del nuovo governatore dello Stato di Milano, don Pietro Enriquez de Acevedo Conte di Fuentes

, che ridiede vigore all’opera del Naviglio Pavese, il quale progetto era stato abbandonato anni prima.  Leggi tutto

Corso San Gottardo: “El burg dè furmagiatt“

Corso S. Gottardo, che si sviluppa da Porta Ticinese verso sud, è l’arteria stradale principale di un borgo storico esterno alle mura spagnole, importante già nel ‘600. Nell’area compresa tra il Corso e il Naviglio Pavese si sviluppano così le tipiche case a corte, luogo di vita sociale e di lavoro, organizzate in lotti stretti e lunghi che spesso hanno ingressi su entrambi i lati.

Corso San Gottardo in una fotografia del 1921

La fortuna di questo borgo è dovuta principalmente al naviglio ed alla vicinanza della darsena, l’antico porto cittadino; infatti, i barconi mercantili diretti in città sostavano nei pressi di Corso San Gottardo, dove, una volta smerciate le merci ripartivano, evitando così il pagamento del dazio cittadino posto alla dogana qualche metro più avanti. Non è un caso infatti, che i cortili principali di Corso S. Gottardo abbiano tutt’ora due entrate, il motivo è dovuto al fatto che si scaricava direttamente dal Naviglio e senza fare il giro si portavano i carichi nella via, nelle case e nelle botteghe.

Dopo il 1819, quando il Naviglio Pavese divenne completato, questo divenne il punto di arrivo, lavorazione e scambio di merci, soprattutto latte e latticini, provenienti dalle fertili pianure della Lomellina e dell’Oltrepo’ Pavese. Nelle case a corte si crearono così numerose casere dove, al piano terra e nelle cantine, si trovavano i depositi per la conservazione e la stagionatura dei formaggi. Per questa ragione, la popolosa zona attorno a Corso San Gottardo è conosciuta anche come borgo dei formaggiai, in milanese “El burg dè furmagiatt“

Il Santuario della Madonna della Rocchetta sul Naviglio di Paderno

Il piccolo Santuario della Madonna della Rocchetta si trova nel cuore del Parco Regionale Adda Nord, nel tratto denominato Ecomuseo Adda di Leonardo e fa parte del cammino di Sant’Agostino.
Situato nel comune di Paderno d’Adda, ma facente parte della Parrocchia di Cornate, il santuario gode di una posizione invidiabile dal punto di visto naturalistico e geografico, lì dove il  fiume Adda si divide dal Naviglio di Paderno.

@Domenico Valsecchi

Le sue radici affondano nel passato, se si considera che il santuario è stato edificato sui resti del “castrum qui nominatur Rauca item Coronate“, e che gli scavi archeologici hanno riportato alla luce reperti databili addirittura al periodo tardo-romano, attorno al V secolo d.C.

Il Santuario venne edificato nel 1386, stesso anno in cui iniziarono i lavori per il Duomo di Milano, per volere del facoltoso medico milanese Bertrando da Cornate, che contribuì con una generosa donazione anche alla Fabbrica del Duomo.

Solo tre anni più tardi, il Santuario e il terreno circostante vengono donati dal proprietario benefattore ai frati eremiti di Sant’Agostino del convento di San Marco di Milano, che però non poterono godere appieno di questo oasi di pace, perché nei primi decenni del Quattrocento l’Adda fu teatro di guerre tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano.

@ Domenico Valsecchi

Considerando la posizione strategica i Visconti inviarono soldati per controllare il confine e i frati furono così costretti ad abbandonare il santuario, che venne inglobato in un sistema fortilizio più ampio.

Nel 1517, dopo diverse vicissitudini, il complesso venne definitivamente incorporato nel convento di San Marco di Milano, ma il santuario nei secoli successivi venno lasciato nell’incuria e divenne luogo di rifugio per briganti e mendicanti.

Il Santuario Madonna della Rocchetta è inserito nella rotta di pellegrinaggio del “Cammino di Sant’Agostino”.

Fonte:
– http://www.eccolecco.it/arte-cultura/chiese-basiliche/santuario-madonna-della-rocchetta/

La chiesa di San Cristoforo sul Naviglio

San Cristoforo è un suggestivo complesso costituito da due chiesette affiancate. Sorge sul percorso che conduceva a Milano dalla Lomellina, in un punto di passaggio obbligato nella rete dei vari corsi d’acqua. Per chi arrivava a Milano navigando sul naviglio, San Cristoforo in aperta campagna, era il segnale che mancavano pochi minuti all’attracco. È possibile che il sito fosse occupato un tempo da un tempio pagano; la cosa non è accertata, ma viene insinuata da varie fonti (Ausonio, Castiglioni, Tamborini). La titolatura al santo gigante dalla forza smisurata, patrono dei pellegrini, di fatto in molti casi sostituì quella a Ercole.

Antiche narrazioni attestano l’affetto dei milanesi per questa chiesa che in origine era una semplice cappella coperta da due falde a capanna. Pare addirittura che proprio in questa chiesetta, nel 1176, sia stato dato ai milanesi il primo annuncio della sconfitta dell’imperatore Federico Barbarossa a Legnano da parte della Lega Lombarda. La chiesa (che doveva corrispondere approssimativamente all’attuale navata sinistra) venne ricostruita nel 1192 e fu ampiamente rimaneggiata nel Trecento. Ad essa un certo frate Pietro Franzoni di Tavernasco, affiancò un ospedale per i pellegrini (1364?).

San Cristoforo inizio ‘900

La chiesa di destra, comunemente detta Cappella Ducale, è del XV secolo. Fu eretta sotto il patrocinio di Gian Galeazzo Visconti, adempiendo il voto popolare per l’improvvisa cessazione della peste del 1399. La Cappella Ducale venne intitolata non solo a San Cristoforo, come già la chiesa preesistente e l’ospizio, ma anche ai santi Giovanni Battista, Giacomo, e alla Beata Cristina, protettori dei Visconti, per commemorare la vittoria riportata sugli Armagnacchi presso Alessandria il 25 luglio (festa di san Cristoforo) del 1391. Sulla facciata venne inserito il celebre stemma di famiglia con il biscione, accanto a quello del Comune di Milano con la croce rossa in campo bianco.

Oggi nella diocesi di Milano, è la chiesa dove si svolge il maggior numero di matrimoni all’anno.

La leggenda del Santo

Jacopo da Varagine (sec. XIII), con la sua Legenda Aurea, fu l’autore che in Occidente rese celebre Cristoforo Secondo questo testo, egli era un giovane gigante che si era proposto di servire il signore più potente. Per questo fu successivamente al servizio di un re, di un imperatore, poi del demonio, dal quale apprese che Cristo era il più forte di tutti: di qui nacque il desiderio della conversione. Da un pio eremita fu istruito sui precetti della carità: volendo esercitarsi in tale virtù e prepararsi al battesimo, scelse un’abitazione nelle vicinanze di un fiume, con lo scopo di aiutare i viaggiatori a passare da una riva all’altra. Una notte fu svegliato da un grazioso fanciullo che lo pregò di traghettarlo; il santo se lo caricò sulle spalle, ma più s’inoltrava nell’acqua, più il peso del fanciullo aumentava e a stento, aiutandosi col grosso e lungo bastone, riuscì a guadagnare l’altra riva. Qui il bambino si rivelò come Cristo e gli profetizzò il martirio a breve scadenza. Dopo aver ricevuto il battesimo, Cristoforo si recò in Licia a predicare e qui subì il martirio.
Come questa leggenda sia sorta è ancora oggi un problema insoluto. Si sono formulate alcune ipotesi: chi ritiene che il nome Cristoforo (= portatore di Cristo) abbia potuto suggerire la leggenda; chi suppone che l’iconografia (Cristoforo con Gesù sulle spalle) sia anteriore alla narrazione di Jacopo da Varagine, per cui la rappresentazione iconografica avrebbe ispirato il motivo leggendario.
La festa di Cristoforo in Occidente è celebrata il 25 luglio, in Oriente il 9 maggio.
Per quanto riguarda il folklore, è da notare come esso non sia diminuito nei tempi recenti, sebbene abbia subito, ovviamente, degli adattamenti. Se nel Medioevo Cristoforo era venerato come protettore dei viandanti e dei pellegrini prima di intraprendere itinerari difficili e pericolosi, oggi il santo è divenuto il protettore degli automobilisti, che lo invocano contro gli incidenti e le disgrazie stradali.

 

Fonte:
– http://www.chiesasancristoforo.it/storia.htm
– http://www.santiebeati.it/dettaglio/64200

La Torre del Sale ed il Naviglio Vallone

La Torre del Sale fu costruita in epoca medioevale durante il XIII secolo. Venne bombardata pesantemente tanto da venire distrutta nel 1943, durante la seconda guerra mondiale.

Secondo la tradizione, nella torre veniva immagazzinato il sale, tuttavia, alcuni storici tendono oggi a metterlo in dubbio. Il Naviglio cosiddetto Vallone metteva in comunicazione la Fossa interna con la Darsena, attraverso la celebre conca di Viarenna, che rese possibile superare il dislivello, consentendo così ai marmi provenienti da Candoglia ad immettersi nella Fossa interna e giungere fino al Laghetto di Santo Stefano, per venire poi lavorati nella Cascina degli Scalpellini, a pochi metri dal Duomo.

Torre del Sale in direzione Via Edmondo de Amicis, 1928-1929

Sullo sfondo della prima foto è visibile il ponte del Naviglio Vallone o ponte Olocati, che segnava il termine della Conca: Il ponte era situato all’altezza di Via Edmondo de Amicis, 25 allora chiamata Strada della Vittoria.

@milano nel tempo

 

Fonti:
– Milano in Mostra
– http://www.milanoneltempo.it/conca_del_naviglio_via.html