La “Porta della Meraviglia” ed il ponticello dell’Ospedale Ca’ Granda di Milano

La “porta della Meraviglia” di Milano, in via Francesco Sforza

Sapevi che a Milano c’era un portone così bello da esser chiamato “Porta della meraviglia”?!

La “Porta della meraviglia” era il portone di ingresso dell‘Ospedale Ca Granda di Milano, che affacciava proprio sulla cerchia interna dei Navigli.

Il portone era situato sul ponte cosiddetto dell’Annunciata (o ponte dell’Ospedale), costruito nel 1691, che consentiva di accedere all’Ospedale dallo stradone della pace (via San Barnaba)

Storia

Fin dalla sua nascita nel 1456, l’Ospedale Maggiore si era dotato di un’area sepolcrale all’interno della Ca’ Granda di via Festa del Perdono (oggi sede dell’Università Statale). Leggi tutto

Cosa significa “Fare San Martino”?

Scopri perché si dice “Fare San Martino

Avrai sicuramente sentito una volta nella tua vita questa espressione “Fare San Martino”, oppure in dialetto “fàa Sàn Martín“, ma sono sicuro che anche tu hai dovuto cercare su internet il significato di questa espressione.

Cascina Campagnolo a San Cristoforo sul naviglio Grande

Il significato e l’origine dell’espressione

“Fare San Martino” significa “cambiare lavoro“, ed era un’espressione utilizzata soprattutto nei territori con vocazione agricola, che tuttavia, nei giorni nostri ha perso di significato.

Per capire pienamente questo modo di dire, dobbiamo innanzitutto tornare indietro con gli anni, quando la pianura padana era ancora prevalentemente agricola ed una significativa parte della popolazione era occupata in qualità di braccianti o contadini. Leggi tutto

Dicerie e Verità sui Navigli Milanesi

Naviglio Grande a Boffalora

Sui Navigli si può…? 10 Domande riguardanti i Navigli!

Quante volte ti sarai chiesto se sui navigli si possa o meno fare una determinata cosa, e molte volte, pur cercando su internet, non sei riuscito a trovare una risposta…
Questo articolo allora fa al caso tuo!

Ho raccolto quindi una serie di domande e falsi miti sui Navigli milanesi ed ho provato a fare chiarezza.

10 Domande riguardanti i Navigli

Naviglio Grande a Boffalora

1) I Navigli sono sporchi e inquinati?

FALSO:L’acqua dei Navigli è l’acqua proveniente dal fiume Ticino, che prende a sua volte le acque dal Lago Maggiore. Quest’acqua è utilizzata per irrigare molteplici campi del parco del Ticino e altri campi all’interno del territorio di Milano, di conseguenza non può esser inquinata. Dalle rilevazioni chimiche effettuate, l’acqua risulta infatti pulita. Leggi tutto

Il “Naviglio morto” di Milano

Lo sapevi che a Milano c’era un Naviglio detto “MORTO”?

Te lo anticipo già: non si riferisce né a qualche fatto di cronaca nera, né a qualche olezzo maleodorante proveniente dalle sue acque…

 Il naviglio Morto in un dipinto di Giuseppe Bernardino Bison.

Cos’era il “Naviglio morto”?

Per capire il perché di questo nome, bisogna ritornare al XV secolo, quando venne completata la Cerchia Interna dei Navigli di Milano, grazie ai lavori di canalizzazione e ampliamento del fossato difensivo creato nel XII secolo.

La Cerchia interna dei Navigli, chiamata anche Naviglio Interno, era un canale circolare di circa 6,5 chilometri che, fino agli anni ’20 del Novecento, cingeva il centro di Milano.
Il canale era largo circa 9 metri ed era dotato di conche di navigazione ed aree portuali, di cui la più famosa era il Laghetto di Santo Stefano alle spalle del Duomo. Leggi tutto

Il Ponte del “Trofeo”

Il ponte del Trofeo è situato sul ponte posto all’incile del Naviglio Pavese, appena dopo la Darsena, e prende il nome da un monumento costruito in epoca spagnola, comunemente detto “trofeo di Fuentes”, dal nome del nuovo governatore dello Stato di Milano, don Pietro Enriquez de Acevedo Conte di Fuentes

, che ridiede vigore all’opera del Naviglio Pavese, il quale progetto era stato abbandonato anni prima.  Leggi tutto

Corso San Gottardo: “El burg dè furmagiatt“

Corso S. Gottardo, che si sviluppa da Porta Ticinese verso sud, è l’arteria stradale principale di un borgo storico esterno alle mura spagnole, importante già nel ‘600. Nell’area compresa tra il Corso e il Naviglio Pavese si sviluppano così le tipiche case a corte, luogo di vita sociale e di lavoro, organizzate in lotti stretti e lunghi che spesso hanno ingressi su entrambi i lati.

Corso San Gottardo in una fotografia del 1921

La fortuna di questo borgo è dovuta principalmente al naviglio ed alla vicinanza della darsena, l’antico porto cittadino; infatti, i barconi mercantili diretti in città sostavano nei pressi di Corso San Gottardo, dove, una volta smerciate le merci ripartivano, evitando così il pagamento del dazio cittadino posto alla dogana qualche metro più avanti. Non è un caso infatti, che i cortili principali di Corso S. Gottardo abbiano tutt’ora due entrate, il motivo è dovuto al fatto che si scaricava direttamente dal Naviglio e senza fare il giro si portavano i carichi nella via, nelle case e nelle botteghe.

Dopo il 1819, quando il Naviglio Pavese divenne completato, questo divenne il punto di arrivo, lavorazione e scambio di merci, soprattutto latte e latticini, provenienti dalle fertili pianure della Lomellina e dell’Oltrepo’ Pavese. Nelle case a corte si crearono così numerose casere dove, al piano terra e nelle cantine, si trovavano i depositi per la conservazione e la stagionatura dei formaggi. Per questa ragione, la popolosa zona attorno a Corso San Gottardo è conosciuta anche come borgo dei formaggiai, in milanese “El burg dè furmagiatt“

Il Santuario della Madonna della Rocchetta sul Naviglio di Paderno

Il piccolo Santuario della Madonna della Rocchetta si trova nel cuore del Parco Regionale Adda Nord, nel tratto denominato Ecomuseo Adda di Leonardo e fa parte del cammino di Sant’Agostino.
Situato nel comune di Paderno d’Adda, ma facente parte della Parrocchia di Cornate, il santuario gode di una posizione invidiabile dal punto di visto naturalistico e geografico, lì dove il  fiume Adda si divide dal Naviglio di Paderno.

@Domenico Valsecchi

Le sue radici affondano nel passato, se si considera che il santuario è stato edificato sui resti del “castrum qui nominatur Rauca item Coronate“, e che gli scavi archeologici hanno riportato alla luce reperti databili addirittura al periodo tardo-romano, attorno al V secolo d.C.

Il Santuario venne edificato nel 1386, stesso anno in cui iniziarono i lavori per il Duomo di Milano, per volere del facoltoso medico milanese Bertrando da Cornate, che contribuì con una generosa donazione anche alla Fabbrica del Duomo.

Solo tre anni più tardi, il Santuario e il terreno circostante vengono donati dal proprietario benefattore ai frati eremiti di Sant’Agostino del convento di San Marco di Milano, che però non poterono godere appieno di questo oasi di pace, perché nei primi decenni del Quattrocento l’Adda fu teatro di guerre tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano.

@ Domenico Valsecchi

Considerando la posizione strategica i Visconti inviarono soldati per controllare il confine e i frati furono così costretti ad abbandonare il santuario, che venne inglobato in un sistema fortilizio più ampio.

Nel 1517, dopo diverse vicissitudini, il complesso venne definitivamente incorporato nel convento di San Marco di Milano, ma il santuario nei secoli successivi venno lasciato nell’incuria e divenne luogo di rifugio per briganti e mendicanti.

Il Santuario Madonna della Rocchetta è inserito nella rotta di pellegrinaggio del “Cammino di Sant’Agostino”.

Fonte:
– http://www.eccolecco.it/arte-cultura/chiese-basiliche/santuario-madonna-della-rocchetta/

La chiesa di San Cristoforo sul Naviglio

San Cristoforo è un suggestivo complesso costituito da due chiesette affiancate. Sorge sul percorso che conduceva a Milano dalla Lomellina, in un punto di passaggio obbligato nella rete dei vari corsi d’acqua. Per chi arrivava a Milano navigando sul naviglio, San Cristoforo in aperta campagna, era il segnale che mancavano pochi minuti all’attracco. È possibile che il sito fosse occupato un tempo da un tempio pagano; la cosa non è accertata, ma viene insinuata da varie fonti (Ausonio, Castiglioni, Tamborini). La titolatura al santo gigante dalla forza smisurata, patrono dei pellegrini, di fatto in molti casi sostituì quella a Ercole.

Antiche narrazioni attestano l’affetto dei milanesi per questa chiesa che in origine era una semplice cappella coperta da due falde a capanna. Pare addirittura che proprio in questa chiesetta, nel 1176, sia stato dato ai milanesi il primo annuncio della sconfitta dell’imperatore Federico Barbarossa a Legnano da parte della Lega Lombarda. La chiesa (che doveva corrispondere approssimativamente all’attuale navata sinistra) venne ricostruita nel 1192 e fu ampiamente rimaneggiata nel Trecento. Ad essa un certo frate Pietro Franzoni di Tavernasco, affiancò un ospedale per i pellegrini (1364?).

San Cristoforo inizio ‘900

La chiesa di destra, comunemente detta Cappella Ducale, è del XV secolo. Fu eretta sotto il patrocinio di Gian Galeazzo Visconti, adempiendo il voto popolare per l’improvvisa cessazione della peste del 1399. La Cappella Ducale venne intitolata non solo a San Cristoforo, come già la chiesa preesistente e l’ospizio, ma anche ai santi Giovanni Battista, Giacomo, e alla Beata Cristina, protettori dei Visconti, per commemorare la vittoria riportata sugli Armagnacchi presso Alessandria il 25 luglio (festa di san Cristoforo) del 1391. Sulla facciata venne inserito il celebre stemma di famiglia con il biscione, accanto a quello del Comune di Milano con la croce rossa in campo bianco.

Oggi nella diocesi di Milano, è la chiesa dove si svolge il maggior numero di matrimoni all’anno.

La leggenda del Santo

Jacopo da Varagine (sec. XIII), con la sua Legenda Aurea, fu l’autore che in Occidente rese celebre Cristoforo Secondo questo testo, egli era un giovane gigante che si era proposto di servire il signore più potente. Per questo fu successivamente al servizio di un re, di un imperatore, poi del demonio, dal quale apprese che Cristo era il più forte di tutti: di qui nacque il desiderio della conversione. Da un pio eremita fu istruito sui precetti della carità: volendo esercitarsi in tale virtù e prepararsi al battesimo, scelse un’abitazione nelle vicinanze di un fiume, con lo scopo di aiutare i viaggiatori a passare da una riva all’altra. Una notte fu svegliato da un grazioso fanciullo che lo pregò di traghettarlo; il santo se lo caricò sulle spalle, ma più s’inoltrava nell’acqua, più il peso del fanciullo aumentava e a stento, aiutandosi col grosso e lungo bastone, riuscì a guadagnare l’altra riva. Qui il bambino si rivelò come Cristo e gli profetizzò il martirio a breve scadenza. Dopo aver ricevuto il battesimo, Cristoforo si recò in Licia a predicare e qui subì il martirio.
Come questa leggenda sia sorta è ancora oggi un problema insoluto. Si sono formulate alcune ipotesi: chi ritiene che il nome Cristoforo (= portatore di Cristo) abbia potuto suggerire la leggenda; chi suppone che l’iconografia (Cristoforo con Gesù sulle spalle) sia anteriore alla narrazione di Jacopo da Varagine, per cui la rappresentazione iconografica avrebbe ispirato il motivo leggendario.
La festa di Cristoforo in Occidente è celebrata il 25 luglio, in Oriente il 9 maggio.
Per quanto riguarda il folklore, è da notare come esso non sia diminuito nei tempi recenti, sebbene abbia subito, ovviamente, degli adattamenti. Se nel Medioevo Cristoforo era venerato come protettore dei viandanti e dei pellegrini prima di intraprendere itinerari difficili e pericolosi, oggi il santo è divenuto il protettore degli automobilisti, che lo invocano contro gli incidenti e le disgrazie stradali.

 

Fonte:
– http://www.chiesasancristoforo.it/storia.htm
– http://www.santiebeati.it/dettaglio/64200

La Torre del Sale ed il Naviglio Vallone

La Torre del Sale fu costruita in epoca medioevale durante il XIII secolo. Venne bombardata pesantemente tanto da venire distrutta nel 1943, durante la seconda guerra mondiale.

Secondo la tradizione, nella torre veniva immagazzinato il sale, tuttavia, alcuni storici tendono oggi a metterlo in dubbio. Il Naviglio cosiddetto Vallone metteva in comunicazione la Fossa interna con la Darsena, attraverso la celebre conca di Viarenna, che rese possibile superare il dislivello, consentendo così ai marmi provenienti da Candoglia ad immettersi nella Fossa interna e giungere fino al Laghetto di Santo Stefano, per venire poi lavorati nella Cascina degli Scalpellini, a pochi metri dal Duomo.

Torre del Sale in direzione Via Edmondo de Amicis, 1928-1929

Sullo sfondo della prima foto è visibile il ponte del Naviglio Vallone o ponte Olocati, che segnava il termine della Conca: Il ponte era situato all’altezza di Via Edmondo de Amicis, 25 allora chiamata Strada della Vittoria.

@milano nel tempo

 

Fonti:
– Milano in Mostra
– http://www.milanoneltempo.it/conca_del_naviglio_via.html

 

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