Riaprire i Navigli per migliorare la salute dei cittadini

Verso la “Città della Salute”: i benefici degli spazi verdi e blu

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Si parla di riapertura dei Navigli ormai da più di 10 anni, eppure, ad oggi, ancora nulla è stato fatto…

Quando si discute sulla riapertura dei Navigli, la prima cosa a cui si pensa è, ovviamente, la navigazione; ma proviamo ad immaginare questo progetto come anche una grande opera urbanistica e ambientale, capace di intercettare i bisogni dei cittadini in materia di mobilità attiva, sport e spazi di aggregazione e quindi, migliorando la salute mentale e fisica delle persone.

rendering via senato. Credits Urbanfile

Le Città della salute e l’Agenda 2030

Prima di parlare del progetto, è giusto fare una doverosa premessa, riprendendo le previsioni di crescita dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le direttive in materia di salute.

Si stima che nei prossimi decenni, le persone che vivono in contesti urbani rappresenteranno il 70% della popolazione globale. Oggi, in Italia, già il 37% della popolazione risiede nelle 14 Città Metropolitane. Di conseguenza, il tema della salute non può che diventare una priorità da parte di Sindaci e amministrazioni locali e regionali. Per questo motivo, l’OMS ha coniato il termine Healthy city (Città della salute), che descrive una città che è conscia dell’importanza della salute come bene collettivo e che mette in atto delle politiche chiare per tutelarla e migliorarla.

Si può parlare inoltre di approccio ONE HEALTH: un approccio intersettoriale che guarda alle molteplici connessioni tra salute umana, animale e ambientale al fine di valutare e gestire la complessità dei rischi per la salute. Migliorare la qualità dell’ambiente urbano è uno dei principali obiettivi delle Istituzioni Internazionali, che puntano a rendere le città luoghi di vita, lavoro e investimento più attraenti, più verdi, più inclusivi e più sani.

Infine, è bene ricordare che l’OMS e l’OCSE indicano nella sedentarietà una delle maggiori cause delle malattie croniche non trasmissibili. Affrontare il peso dell’insufficiente attività fisica, causata da spazi urbani non adeguati e insicuri, potrebbe prevenire migliaia di morti premature nell’Unione Europea e risparmiare miliardi nella spesa sanitaria…

rendering via molino delle armi. Credits Urbanfile

I benefici degli spazi verdi e blu

La giornalista scientifica Simona Re, nel suo articolo “Spazi verdi e spazi blu allungano la vita”, sostiene che «le aree naturali nell’ambiente urbano, che includono “spazi verdi”, come parchi e giardini, e “spazi blu”, come fiumi, canali e specchi d’acqua, rivestono un ruolo fondamentale per la salvaguardia del benessere fisico e mentale, producendo benefici anche sul fronte dell’inquinamento atmosferico, acustico, climatico e della biodiversità».

Noi milanesi, con i nostri Navigli, abbiamo la fortuna di avere in un unico contesto la presenza di entrambi gli spazi: il verde delle alzaie e dei campi coltivati, e l’azzurro dei navigli e delle rogge che da questi si diramano.

Spazi verdi e benefici sull’uomo

Secondo la letteratura scientifica, il verde urbano contribuisce al nostro benessere attraverso diversi fattori: dalla promozione dell’esercizio fisico e dei contatti sociali alla riduzione dell’incidenza di importanti patologie.

Esercizio fisico

L’abbondanza del verde urbano aumenta i livelli di attività fisica, tant’è che la «semplice passeggiata, rappresenta l’attività fisica più frequente nelle città», come ricorda Simona Re, in quanto gli stessi cittadini sono invogliati nell’uscire di casa e muoversi attivamente sul territorio, camminando andando in bicicletta o facendo sport.

Grazie alla presenza di aree verdi si può quindi ridurre l’insorgenza di patologie cardiovascolari, muscoloscheletriche, neurologiche, respiratorie e digestive.

Rapporti sociali, solitudine e criminalità

La presenza di verde urbano procura una gradevole percezione dell’ambiente circostante. Migliorini, nel libro Verde urbano. Parchi, giardini, paesaggio urbano: lo spazio aperto nella costruzione della città moderna”, afferma che questo provoca almeno tre effetti psicologici sugli utenti: riduce la fatica mentale, allevia lo stress e ha effetti positivi sul carattere. Tutto questo porta, di conseguenza, ad una maggiore propensione alla “relazione sociale” e alla costruzione di legami sociali, favorendo l’aggregazione e lo scambio di interazioni.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista PLOS Medicine, la solitudine ha conseguenze di così vasta portata che l’impatto sulla salute è paragonabile a quello di fumare fino a 15 sigarette al giorno, poiché è associata ad un aumentato rischio di malattie cardiache, depressione e declino cognitivo. Per esempio, l’isolamento sociale degli anziani aumenta il rischio di patologie croniche, demenza e mortalità precoce, e gli effetti dannosi sono diventati sempre più diffusi negli ultimi anni.

Un ambiente con legami sociali più marcati aiuta anche nella produzione di un maggior senso di sicurezza. Infatti, alcuni ricercatori sono giunti persino a individuare un collegamento tra la presenza della vegetazione e la riduzione di crimini ed episodi di violenza. L’ipotesi alla base è che si possa prevenire la criminalità tramite un’attenta progettazione architettonica volta ad eliminare le “terre di nessuno” e creare spazi difendibili spontaneamente dalla comunità (Newman O., Defensible Space, Macmillan, New York, 1972).

Salute: benessere mentale e fisico

Una serie di studi del 2010, ha scoperto che quando le persone passano alcune ore in un ambiente più naturale, ricco di piante e alberi, vi è un aumento della funzione immunitaria, che si traduce in una concentrazione inferiore di cortisolo (il cosiddetto “ormone dello stress”) e una diminuzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna. Anche uno studio tedesco ha evidenziato che il rischio di ammalarsi si riduce sensibilmente in presenza di aree verdi entro il raggio di 1 km dalla residenza.

Inoltre, gli spazi verdi possono esser un valido alleato per combattere la depressione ed i disturbi d’ansia, contrastando anche il senso di “soffocamento” delle grandi città.

Infine, i bambini che trascorrono più tempo nel verde presentano una riduzione dell’incidenza di disturbi del comportamento, e in particolare un miglioramento dei sintomi dell’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività).

rendering via m. Gioia. Credits Urbanfile

Spazi blu e benefici sull’uomo

Secondo un’indagine del 2012 condotta in Germania a Colonia e Düsseldorf, la presenza di corsi d’acqua nelle città genera una maggior frequenza di esperienze positive e un forte attaccamento affettivo ai siti visitati.

Inoltre, secondo la scienza, la semplice vista e il suono dell’acqua, dalle onde del mare agli zampilli del fiume, possono aumentare il nostro benessere, grazie alla riduzione della produzione del già citato cortisolo e aumentando la produzione di serotonina, trasmettendoci così una sensazione di pace e relax.

Gli studi condotti sui canali scozzesi

E’ stato condotto uno studio dalla Glasgow Caledonian University in collaborazione con Scottish Canals e facilitato da The Data Lab, in cui sono stati esaminati i benefici per la salute delle persone che vivono vicino all’acqua. I ricercatori hanno così dimostrato che queste persone hanno un minor rischio di morte prematura, un minor rischio di obesità (perché invoglia ad effettuare attività fisica) e infine una migliore salute mentale e benessere generale.

La ricerca, che ha esaminato l’impatto della rigenerazione lungo il canale Forth & Clyde nel nord di Glasgow,  ha scoperto che è possibile ottenere significativi benefici per il benessere fisico e mentale investendo nella rigenerazione dei corsi d’acqua urbani. L’obiettivo dello studio era fornire dati quantitativi che delineavano chiaramente il legame tra risultati positivi per la salute pubblica e la rigenerazione, la riqualificazione e il riutilizzo dell’infrastruttura del canale.

Immagine ricreata da Matteo Pelucchi tramite AI: il laghetto di San Marco

Spazi blu e verdi: i benefici all’ambiente

Sono diversi i benefici all’ambiente derivanti dalla realizzazione di aree verdi e azzurre, possiamo riassumerli in: benefici legati al clima, all’inquinamento e alla biodiversità.

Effetti climatici

La vegetazione, sia erbacea che arborea, attraverso l’ombreggiatura e l’evapotraspirazione, consente di mitigare il fenomeno di riscaldamento, riducendo la cappa di calore e facendo così diminuire i consumi energetici legati alla climatizzazione.

Inquinamento

Oltre alle automobili, un ruolo fondamentale dell’aumento dell’inquinamento cittadino lo giocano soprattutto le caldaie per il riscaldamento domestico. I corsi d’acqua urbani potrebbero essere utilizzati per creare un sistema di riscaldamento e raffreddamento degli edifici mediante le pompe di calore.

L’associazione Riaprire i Navigli, sostiene infatti che «con l’utilizzo dei corsi d’acqua esistenti e coi pozzi di prima falda, si potrà realizzare un grande progetto di climatizzazione degli edifici utilizzando l’acqua come fonte energetica rinnovabile e quindi trasformare il sistema di generazione da gas/gasolio inquinante, ad elettrico con inquinamento locale zero».

Inoltre, non bisogna sottovalutare l’inquinamento acustico prodotto dalla città e dalle automobili. La creazione di spazi verdi e blu consentirebbe di ridurre i rumori derivanti dal traffico.

Biodiversità

Come effetto della distruzione e frammentazione degli habitat, la biodiversità costituisce uno degli obiettivi più sensibili degli effetti dell’urbanizzazione.

La già citata Simona Re, sostiene che «Grazie alla presenza di un ricco mosaico di habitat terrestri e acquatici, le nostre città offrono rifugio a numerose specie animali e vegetali. Nel determinare i livelli di biodiversità urbana giocano un ruolo fondamentale la presenza di spazi verdi e di acqua, il tipo di vegetazione e di manutenzione del verde».

progetto Riaprire i Navigli
rendering conca dell’incoronata

Riaprire i Navigli per favorire sport, mobilità attiva e salute

Andiamo quindi a tradurre questi benefici nella riapertura dei Navigli a Milano.

Piste ciclabili e spazi pedonali

Grazie alla riapertura dei navigli, si potrebbe ridurre notevolmente il traffico veicolare, utilizzando parte della carreggiata per realizzare spazi verdi delle alzaie e piste ciclabili dedicate e protette.

Gli scarsi investimenti nei trasporti pubblici urbani e nelle infrastrutture che consentono modalità attive di trasporto (muoversi in sicurezza in bicicletta o a piedi) costituiscono una delle principali barriere nel promuovere efficacemente uno stile di vita sano e attivo.

Il trasporto attivo è correlato alla riduzione delle malattie respiratorie, cardiovascolari e muscoloscheletriche, inoltre l’incremento dell’attività fisica riduce il rischio di obesità, diabete, cancro e infarto. Bisogna quindi incoraggiare l’utilizzo delle modalità attive di trasporto tramite la creazione di strade e piste ciclabili sicure e ben collegate.

rendering via m. Gioia a Cassina de Pomm. Credits Urbanfile

In questo modo, le alzaie del naviglio assumeranno anche la funzione di arre per il relax e tempo libero, luoghi in cui i cittadini si potranno recare per incontrarsi, passeggiare e riposare

«Conquistare nuovo spazio pubblico per l’uso dei cittadini è il più importante risultato delle nuove trasformazioni urbane»

Riaprire i Navigli a Milano, R. Biscardini e A. Cassone

«I navigli riaperti saranno un grande e sorprendente spazio pubblico, restituito alla città e conquistato, sottraendolo agli usi privatistici, in primis all’automobile. […] Uno spazio pubblico per la partecipazione e l’incontro tra cittadini…»

Acqua e sport

Si potrebbe inoltre utilizzare il Naviglio per la fruizione sportiva, prevedendone l’uso per canoe e kayak, offrendo così un ulteriore luogo all’aperto nel centro cittadino in cui fare sport, a contatto – o quasi – con la natura.

Al momento, ci sono ben 3 canottieri sul naviglio Grande, che navigano sul canale per qualche chilometro. Offrire uno spot in più in cui fare corsi, potrebbe incontrare numerose adesioni di persone che vivono lontane dalla zona dei Navigli; lavoratori del centro città che invece di chiudersi in palestra dopo il lavoro praticherebbero sport all’aria aperta per esempio.

Inoltre, il canottaggio si è rivelato uno degli sport più indicati per le finalità riabilitative in donne sottoposte ad interventi chirurgici alla mammella. Svariati studi hanno dimostrato quanto tale attività possa portare ad un benessere generale e ad un giusto equilibrio con il proprio corpo e con l’ambiente circostante.

A confermarlo anche la presidente Nazionale di Federsanità Tiziana Frittelli ed il Direttore Generale dell’AO san Giovanni Addolorata di Roma affermano che «il canottaggio è ideale per la riabilitazione e per scoprire un nuovo stile di vita a contatto con la natura nel quadro ampio del concetto di salute one health e di sinergia tra sport e salute. La pratica all’aria aperta ed il concetto di equipaggio rendono il canottaggio una disciplina eletta per tutti, anche per coloro che hanno affrontato il percorso faticoso della malattia, come ad esempio una patologia oncologica».

Ad esempio, sul Naviglio Grande, le ragazze di C6 Siloku sono già solite fare uscite a bordo dei Dragon boat per allenarsi e fare gruppo, divertendosi a colpi di pagaia lungo il canale.

Rendering laghetto di San Marco. Credits Urbanfile

Salute per cittadini e ambiente

La riapertura dei Navigli porterebbe inevitabilmente anche benefici all’ambiente, mitigando la temperatura in città, riducendo l’inquinamento e favorendo la biodiversità urbana.

SI può inoltre affermare che questo innovativo progetto, ben si integra con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda2030, in particolare con i seguenti:

  • Numero 3: “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età” – garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età.
  • Numero 11: “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” – ridurre l’inquinamento pro capite prodotto dalle città, in particolare per quanto concerne la qualità dell’aria.

Pianificare una città ideale: la riapertura dei Navigli a Milano

Abbiamo visto quindi come la creazione di spazi a misura di persona siano essenziali e ideali per promuovere e incentivare corretti stili di vita, favorire la mobilità attiva e invogliare le persone a muoversi e fare sport.

Il grigio delle strade, che da sempre ha caratterizzato in negativo Milano – insieme alla nebbia, la quale ormai non si vede quasi più – sarebbe sostituito dalla riapertura dei nostri navigli: dorsali verdi e azzurre, luoghi in cui riposare mente e fisico.

Dobbiamo impegnarci quindi a rendere le città che abitiamo, dei luoghi ideali in cui vivere.

Come afferma il Professor Andrea Lenzi, presidente dell’Health City Institute, «La pianificazione di una città ideale non è fatta solo di interventi urbanistici, bensì è il risultato di una combinazione di politiche pubbliche, dove quelle riguardanti la salute rivestono un ruolo e una posizione prioritari, e di interazioni multidisciplinari e multilivello. Lo sviluppo sostenibile non potrà essere raggiunto senza trasformare in modo significativo il modo in cui concepiamo e costruiamo le politiche per la salute all’interno dei nostri spazi urbani».

Si deve inoltre iniziare a considerare la salute uno degli aspetti fondamentali della nostra vita, al fine di offrire un futuro migliore alle prossime generazioni ed anche a noi stessi.

La riapertura dei Navigli di Milano non è solo un progetto di ingegneria idraulica o un tentativo malinconico di riportare i Navigli in città; questa si rivela invece come un’opera in grado di restituire lo spazio pubblico agli stessi cittadini, garantendo loro maggiori benefici e comfort.

Riaprire i Navigli non è un costo, ma bensì un investimento per la città e per i cittadini.

Render di progetto del tratto del nuovo Naviglio tra via Cagliero e via Carissimi nello studio di Metropolitana Milanese (a cura di Simone Carzaniga)

La riapertura dei canali nelle altre città

Molte città di tutto il mondo hanno riscoperto la bellezza dell’acqua , facendo così diventare cool la vita vicino all’acqua, protagonista di un ampio rinnovamento urbano. Un elemento che ha permesso di riappropriarsi di una dimensione lenta del vivere quotidiano, una valvola di sfogo per ritrovare benessere e salute

Diverse le città che hanno riaperto canali un tempo interrati, o riqualificato fiumi cittadini in stato di degrado e abbandono, tra questi: Utrecht, Madrid, Liverpool, Seul, Tokyo, Londra, Parigi, Manchester, Berlino, Bruxelles…


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