L’ultimo viaggio di San Carlo Borromeo

Chi era San Carlo Borromeo?

San Carlo Borromeo (1538 – 1584), cardinale e arcivescovo italiano, molto caro e stimato dai milanesi, era famoso per la sua instancabile attività pastorale, che lo portò a viaggiare costantemente nel corso della sua vita ecclesiastica.

Tuttavia, durate gli ultimi anni della sua vita, queste frequenti partenze causarono un peggioramento della sua salute , che lo portarono così, ad appena 46 anni, ad una prematura morte.

Negli anni del suo episcopato si dedicò alla diocesi milanese, costruendo nuove chiese, scuole e collegi; si impegnò nelle visite pastorali e curò la stesura di norme importanti per il rinnovamento dei costumi ecclesiastici.

San Carlo fu uno dei principali artefici della Riforma Cattolica e favorì la nascita di confraternite per l’assistenza dei poveri e per l’edificazione dei fedeli.

La sua misericordia si dimostrò in particolare durante la peste di Milano del 1576, che rimase nella memoria come la “peste di San Carlo”.

 “San Carlo Borromeo comunica gli appestati” - Tanzio da Varallo , 1616.
“San Carlo Borromeo comunica gli appestati” – Tanzio da Varallo , 1616.

Gli ultimi giorni e le soste a Cassinetta di Luganano e Corsico sul Naviglio Grande

Il 2 novembre 1584, l’arcivescovo San Carlo Borromeo, febbricitante e di ritorno da una visita pastorale sul Lago Maggiore, tornò a Milano scendendo il Naviglio Grande, a bordo del famoso Barchett di Boffalora, in quanto ritenuto un mezzo più veloce e sicuro, rispetto al trasporto via terra.

Durante il tragitto, a causa della sua precaria salute, i suoi collaboratori decisero di fermarsi a Cassinetta di Lugagnano (dove una statua ricorda ancora oggi il suo passaggio) all’Osteria del Ponte, dove, secondo la leggenda, bevve un intruglio di erbe che riuscirono a farlo riprendere e resistere fino al ritorno a Milano.

Sostò in seguito anche a Corsico, per riprendersi dalla febbre alta, in località Guardia di Sotto (dove anche qui venne eretta un’edicola per ricordare l’avvenimento) e quindi proseguì il viaggio verso Milano, a bordi di una lettiga.

Nonostante il trasporto in barella, la febbre, sempre più alta, lo spense per sempre all’età di soli 46 anni, la sera del 3 novembre 1584 a Milano: l’intero suo patrimonio venne lasciato in eredità ai poveri.

Essendo tuttavia spirato dopo il tramonto (precisamente alle 20.30), secondo l’uso del tempo venne considerato il giorno 4 come sua ricorrenza.

La statua del Santo a Cassinetta di Lugagnano

L’ultimo viaggio in dettaglio: le tappe del Santo

Tra il 29 ottobre e il 2 novembre 1584 San Carlo Borromeo compì il suo ultimo viaggio.

Già febbricitante, il 29 mattino lasciò il Sacro Monte di Varallo (dove aveva compiuto gli esercizi spirituali nutrendosi con “un poco di pan trito“, come suo solito) e, dopo aver percorso “18 miglia a dorso di mulo o di cavallo“, superando i 942 metri della Colma di Árola, raggiunse Arona alla sera.

Navigando sul lago di notte, alle 6 del mattino successivo arrivò a Cannobio, dove celebrò messa e quindi proseguì per Ascona, dove vi giunse a mezzogiorno del 30. Qui inaugurò il nuovo seminario e scrisse ben 13 lettere a sacerdoti, nobili e laici. La stessa sera era già di ritorno a Cannobio, ove pernottò e al 31 mattino celebrò messa nel Santuario della Pietà.

Prosegui quindi per Arona, giungendovi alle 4 del pomeriggio, ove pernottò dai Gesuiti. All’indomani mattina, giorno dei Santi, cantò messa nella chiesa dei Santi Martiri, con grande concorso di fedeli. A mezzogiorno venne colpito da un nuovo e più violento attacco di febbre, per cui decise di rientrare a Milano.

Alla mattina del giorno successivo, dopo essere stato sostentato con “una tisana e due rossi d’uovo“, venne adagiato su un lettuccio e posto su una barca che, navigando prima sul lago, poi sul Ticino e infine sul Naviglio Grande, dopo aver sostato a Cassinetta di Lugagnano e Corsico, lo condusse fino all’approdo di San Cristoforo, a circa 2 km dalla Darsena di Milano.

Da qui, in lettiga, venne portato in arcivescovado: era la sera dei Morti e non gli rimaneva che un giorno da vivere.

La Chiesa il 4 novembre ricorda San Carlo Borromeo, grande Vescovo nella carità, nella pietà e nella devozione.

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Fonti:
B. DEL COLLE, L’ultimo viaggio in compagnia della morte, in “San Carlo”, suppl. a Famiglia Cristiana del 28.10.1984.
– https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Borromeo
– http://www.fmboschetto.it/Lonate_Pozzolo/Naviglio.htm

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