L’insolita Filatura sul Naviglio Pavese: la storia delle filature de Schappe

Le Filature de Schappe di Rozzano

L’opificio della Filature de Schappe è stato realizzato nel 1898, sulla base di un pre-esistente edificio. Infatti, la storia delle manifatture risale al 1865, quando uno dei mulini che sfruttavano l’acqua del naviglio venne acquistato dall’impresa Gaddum di Manchester, per trasformarlo in filatura di cascami di seta.

Successivamente, all’azienda inglese si sostituì la Francese de Schappe di Lione, che realizzò un ampliamento dell’attività ed il rifacimento dell’edificio.

Gli edifici delle Filature de Schappe, anni ’30

L’attività manifatturiera era consistente ed impiegava già nei primi anni del ‘900 alcune centinaia di lavoratori, provenienti in massima parte da Rozzano, ma anche dai comuni limitrofi, come Zibido e Lacchiarella. Pur con varie interruzioni, nel 1930 e nel periodo della seconda guerra mondiale, la produzione dei filati e dei cascami proseguì fino al 1953, quando la fabbrica venne definitivamente chiusa.

L’edificio ha subito nel corso degli anni ampliamenti e modificazioni: la compagine originaria è però tuttora riconoscibile per la compattezza della forma ed alcuni tratti stilistici rimasti inalterati.  L’insieme degli edifici sul lato posteriore, offre però una suggestiva visione dell’opificio, del canale e delle macchine idrauliche per il governo della conca. Il paesaggio si mostra qui con caratteri relativamente inalterati rispetto alla situazione originaria, mostrandoci un’immagine dello stabilimento e del contesto agricolo in cui contrastano profondamente la verticalità delle ciminiere e dell’edificio e la prevalente dimensione orizzontale del suolo agricolo accentuata dalla fuga del canale verso la città e verso la campagna.

Quasi contemporaneamente all’insediamento del nuovo opificio, le Filature de Schappe pensarono alla costruzione di un insieme di alloggi per i lavoratori. Sorsero così nella località di Bissoncello, su progetto dell’ingegner Villa, due corpi di fabbrica destinati a residenza per gli operai della filatura. Il primo edificio, con fronte sulla strada per Pavia, venne edificato nel 1903, il secondo edificio, posto trasversalmente al primo con orientamento Nord-Sud, fu costruito nel 1906. La tipologia è quella della tipica casa a ballatoio, che si presentavano come grandi balconate affacciate sul cortile, veri spazi di sosta e di vita collettiva e non solo puri elementi distributivi.

Case operaie al Bissoncello, foto anni ’90

Nel 1929, all’alba dell’interruzione dell’attività produttiva della filatura a causa della crisi economica mondiale, la de Schappe edificò una nuova residenza per le sue maestranze. Accanto al primo intervento, in continuità sul fronte del fronte stradale, gli ingegneri Manfredi e Griffini progettarono un edificio in linea a corpo semplice di tre piani, con distribuzione e scale interne. Questo nuovo intervento prevedeva la costruzione di circa 300 locali, la cui disposizione interna poteva essere modificata a seconda dei numeri di alloggi (6 locali per piano divisi in 2 o 3 alloggi). Complessivamente la Filatura de Schappe disponeva di circa 400-500 alloggi da due o tre locali in cui risiedeva la quasi totalità delle maestranze. Nel 1953, al momento della definitiva chiusura della fabbrica, le abitazioni vennero acquistate dagli abitanti, ora operai senza lavoro, che per poter far ciò si costituirono in cooperativa.

Scopri il quartiere dei Navigli insieme a me

Se ti piacerebbe conoscere “dal vero” questi canali, allora ti propongo una cosa: che ne diresti di esplorare il quartiere dei Navigli insieme a me?

Ti porterò alla scoperta di fantastici luoghi, e ti farò conoscere il Naviglio Grande, la Darsena ed il Naviglio Pavese.

Mandami una mail a [email protected] per saperne di più e leggi le prossime navigazioni che ti propongo cliccando qui

Fonti:
– http://www.scoprirozzano.it/storia_sviluppo.html