Le Dighe del Panperduto

Le Dighe del Panperduto: un gioiello d’idraulica industriale

Le dighe del Panperduto sono il terzo sbarramento artificiale sul fiume Ticino a valle del Lago Maggiore e sono uno degli snodi idraulici più importanti della Lombardia. Le Dighe del Panperduto sono situate nel Comune di Somma Lombardo, in provincia di Varese, all’interno del bellissimo Parco naturale della Valle del Ticino.

Da qui si originano il Canale Villoresi ed il canale Industriale, le cui acque vanno poi ad alimentare il Naviglio Grande a Turbigo.

Il tratto di Naviglio Grande , situato fra Tornavento e Turbigo ormai non riceve più abbastanza acqua come un tempo, ed è diventato una zona umida tranquilla e molto amata da tante specie di avifauna. Questo canale viene oggi chiamato Naviglio Vecchio.

La portata effettiva del Naviglio Grande oggi arriva infatti dal Canale industriale, che, una volta giunto a Turbigo e alimentato la centrale idroelettrica Castelli, cede buona parte delle sue acque al Naviglio Grande, mentre il resto rientra nel Ticino, alimentando un’altra piccola centrale idroelettrica detta “tre salti”, nell’omonima località.

Storia

Nella seconda metà del XIX secolo, nel clima di fervore sviluppatosi in coincidenza con l’Unità d’Italia e la costruzione del Canale Cavour in Piemonte, nacque l’esigenza di portare acqua per irrigare le terre situate nella zona a nord di Milano.

I progetti sviluppati in tale periodo furono diversi, ma prevalse alla fine, nel gennaio del 1868, quello degli ingegneri Villoresi e Meraviglia, i quali proponevano la contemporanea derivazione dai due laghi di Lugano e Maggiore.

Il progetto

Il 30 gennaio 1868 fu emanato dal Ministero delle Finanze un primo decreto di concessione per la realizzazione dei due progetti: si trattava di due canali irrigui e allo stesso tempo navigabili che dal lago Maggiore e dal lago di Lugano sarebbero arrivati a Parabiago e da qui fino a Cassano d’Adda.

Tuttavia, oltre a problemi burocratici e tecnici che rallentarono l’inizio dei lavori, si aggiunse anche un problema di natura sociale.

la diga del Panperduto e il bacino di presa dei canali Villoresi e Vittorio emanuele iii (indusrtiale). Fonte https://cpcontainer.weebly.com/centrali-idroelettriche.html?

Infatti, molti proprietari terrieri della zona del comasco, temendo che i loro commerci della seta (derivanti dalla coltivazione dei gelsi), andasse distrutta con l’irrigazione, si erano opposti alla derivazione dell’acqua dal lago di Lugano.

La questione si risolse solo nel 1877, quando arrivò il definitivo benestare del Ministero dei Lavori Pubblici.

Purtroppo però, il Villoresi morì due anni dopo senza poter vedere completata l’opera; e così gli eredi, per poter finalmente vedere realizzato il sogno del padre, dovettero scendere a compromessi.

Questi quindi cedettero la concessione alla “Società Italiana per le Condotte d’acqua“, una società costituitasi a Roma nell’aprile del 1880, il cui scopo era quello di fornire acqua per usi civici, agricoli e industriali. 

mappa delle Dighe del Panperduto

L’inizio dei lavori

Nel 1881 gli utenti del canale si riunirono in quello che oggi è il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi, attuale proprietario delle Dighe del Panperduto, che provvide, con singoli autonomi comizi, al completamento della rete secondaria e alla realizzazione della rete terziaria d’irrigazione.

Tale società iniziò velocemente i lavori ed inaugurò il  28 aprile 1884 le Dighe del Panperduto, a Somma Lombardo (recentemente restaurate).

Fonte Consorzio Est Ticino Villoresi

Nel 1886 fu aperto il primo tronco del canale, realizzato sino al torrente Bozzente nei pressi di Lainate, mentre il tratto successivo, sino a Cassano d’Adda, fu completato nel 1891. Il progetto del canale dal Lago di Lugano a Parabiago fu invece abbandonato.

Tra il 1897 ed il 1899 fu poi costruito, a fianco del Canale Villoresi, il Canale Vittorio Emanuele III o Canale Vizzola (da dopo la Seconda Guerra Mondiale chiamato solamente Canale Industriale) che intercettò, tra le altre, le acque del Naviglio Grande, modificandone il percorso, per servire la centrale idroelettrica della Società Vizzola Ticino (VA), inaugurata nel 1901 (oggi Centrale Enel Green Power), la seconda Centrale elettrica d’Europa.

Le Dighe oggi

Nel 2015 è stata completata la ristrutturazione conservativa del casello di guardianìa idraulica delle Dighe del Panperduto, edificato nel 1884 e oggi destinato ad accogliere il flusso di turisti lungo l’itinerario fluviale e ciclopedonale.

Il complesso del Panperduto è stato riqualificato dal Consorzio Est Ticino Villoresi per offrire numerosi servizi turistici: camere, museo, bar/caffetteria e bottega dei prodotti gastronomici locali, laboratori e visite scolastiche, visite guidate, eventi ed escursioni nella natura.

Cutiosità

Origine del nome

Ci sono due versioni riguardo all’origine del nome delle dighe.

La prima versione (la più accreditata) potrebbe derivare dal significato di Panperduto come “pane mancato”, in quanto lo sforzo economico richiesto per la sua realizzazione, all’epoca sarebbe risultato eccessivo a fronte dei benefici che avrebbe portato in materia di irrigazione. Bisogna inoltre ricordare che durante gli scavi del Naviglio Grande a Tornavento, una grande alluvione compromise e rallentò i lavori.

La seconda invece, che il nome derivi da “Pan perduto”, cioè pane (incasso) mancato. Questo perché in questa località, prima della costruzione delle dighe, vi erano della rapide molto pericolose sul Ticino ed i barcaioli, che trasportavano le merci verso Milano, spesso, capovolgendosi, perdevano il carico a causa di queste.

Le dighe del Panperduto nella fotografia di L. Corna

Il sito turistico

Giardino dei Giochi d’acqua

All’interno del complesso è presente il “Giardino dei Giochi d’acqua”: uno spazio gioco per comprendere e sperimentare il movimento e la potenza dell’acqua.

Si tratta una vasca di accumulo che permette il funzionamento dei giochi d’acqua: installazioni, viti di Archimede, mulini, canaline, paratoie e pompe permetteranno ai bambini (ma anche agli adulti) di apprendere la forza idrodinamica e cinetica delle acque divertendosi. 

Museo delle Acque Italo-Svizzere

E’ presente anche il Museo delle Acque Italo-Svizzere: un bene artistico culturale aperto al pubblico nel marzo del 2016.

Il museo è nato dal recupero di un edificio un tempo destinato alle attrezzature per la manutenzione ed è nato con l’obbiettivo di illustrare l’origine, la storia e la complessità strutturale e funzionale del bacino idraulico del Ticino.

Il museo delle acque italo-svizzere è posto al centro dell’isola di Confurto, in un edificio originariamente utilizzato come deposito per le attrezzature per la manutenzione.

All’interno del museo viene presentata l’acqua come elemento primario per l’agricoltura, l’alimentazione, il paesaggio e per la produzione di energia elettrica.

L’attivazione di un percorso navigabile favorisce infatti la comprensione del funzionamento di un nodo idraulico particolarmente complesso e consente di apprezzare la peculiarità e bellezza del paesaggio circostante.

Illuminato da una grande vetrata è in grado di ospitare mostre di: fotografie storiche del canale, delle opere idrauliche,sull’uso dell’acqua del Ticino dalla Svizzera al Po ed esposizioni temporanee sulle risorse naturali e culturali del territorio.

Sul pavimento del museo è raffigurata una mappa in scala 1:1500 del territorio che va da Sesto Calende, dove dal lago Maggiore esce il Ticino, a Vizzola Ticino, all’altezza dell’Aeroporto di Milano Malpensa, a sud della diga.

Navigazione in battello

Vi è inoltre la possibilità di effettuare una gita in battello e visitare tutto il Panperduto, navigando sul Fiume Ticino fino allo sbarramento di Porto della Torre.