La meravigliosa “Cassina de Pomm”

La Cassina de Pomm’: un luogo di villeggiatura di Nobili ed illustri milanesi

La “cassina de’ Pomm“, che in milanese significa cascina delle mele, è una tra le più antiche cascina a corte rimaste intatte della città.

La cascina è  situata in via Melchiorre Gioia 194, lungo il Naviglio della Martesana, e risale al XV secolo, quando la cassina de’ Pomm faceva parte di un articolato sistema di terreni (pare) destinato alla coltivazione di frutteti di mele (da cui potrebbe derivare appunto il nome della cascina) che fu voluto da Francesco Sforza nel XV secolo.

Tuttavia, in molti fanno derivare il suo nome milanese da “Pomi” (o De’ Pomi”) rimandando al cognome della prima famiglia proprietaria che ha dato il nome alla Cascina, appunto i De Pomi.

Cassina de Pomm oggi ed il Caffè Martesana

Storia

Grazie alla sua invidiabile posizione ed il bellissimo contorno naturale in cui era immersa, la cassina de’ Pomm fu prima acquistata dalla famiglia nobiliare dei Marino
(un banchiere trasferitosi a Milano durante il regno di Carlo V, ricordato soprattutto per essere il celebre committente dell’omonimo palazzo, oggi sede del Comune di Milano) e nel Cinquecento passò ai De Leyva, in quanto la figlia di Marino, Virginia, aveva sposato il nobile spagnolo Martino de Leyva.

Virginia sarebbe poi diventata la madre di Marianna, donna a cui si ispirò Alessandro Manzoni per il personaggio della monaca di Monza ne “I Promessi Sposi”: erano loro infatti i proprietari della Cascina dei Pomi.

Vista la sua bellezza e la sua posizione fuori dalla città, entrambe le famiglie nobiliari la utilizzarono soprattutto come meta di villeggiatura: furono infatti i De Leyva, nel XVI secolo, ad ampliare la villa costruendo l’ala padronale per adibirla al soggiorno per villeggiatura.

La Cassina de’ Pomm in un dipinto precedente al 1837

Cassina de Pomm: luogo di villeggiatura, posta di cavalli, albergo e infine ristorante

Nel XVI secolo la cascina veniva utilizzata anche come posta (punto di cambio) dei cavalli che venivano impiegati per risalire controcorrente il Naviglio della Martesana, utilizzato intensamente fino all’avvento dei trasporti moderno a metà del XX secolo.

L’Albergo alla Cassina de’ Pomm” nel all’inizio del XIX secolo

Dato che era situata in un’intensa zona di passaggio lungo la direttrice Milano-Monza, nel XVIII secolo fu deciso di trasformare la cassina de’ Pomm in un albergo.

In questo contesto ospitò nel tempo personalità celebri in visita a Milano, ed è da queste ricordata in alcune delle loro composizioni: si possono infatti trovare dei riferimenti alla cascina nelle opere di Stendhal, Giacomo Casanova e Carlo Porta. Altre personalità celebri che pernottarono presso la cascina furono Giuseppe Garibaldi e Napoleone Bonaparte.

In seguito, cessata la funzione di albergo, fu trasformata in un’osteria.
La cassina de’ Pomm, infatti, a partire dagli anni settanta del XX secolo e per tutto il decennio successivo, diventò un ristorante alla moda frequentato da politici e personaggi dello spettacolo. Il ristorante è stato poi chiuso, e l’unica attività commerciale che è rimasta attiva nella cascina è un bar (il Caffè Martesana), mentre la restante parte del complesso architettonico è composta da alloggi residenziali.
Da fine 2018, l’area del ristorante è stata convertita in uffici.

La Fabbrica Bonomi ed il “Pont del Pan Fiss”

Degno di nota è un piccolo ponte in ferro che scavalca il Naviglio della Martesana in corrispondenza della cassina de’ Pomm e che è stato realizzato all’inizio del XX secolo. È chiamato, in dialetto milanese, “el pont del pan fiss” – cioè “ponte del pane sicuro”- per via della presenza, affianco a questo, di una fabbrica di candele (Candele Bonomi), ora non più esistente, che permetteva agli operai che vi lavoravano di avere, appunto, un lavoro sicuro, da cui il nome del ponte.

I bombardamenti della seconda Guerra Mondiale distrussero parte della fabbrica e le vicende economiche successive completarono l’opera.

Sull’area dove un tempo sorgeva lo stabilimento, ora è presente un parco pubblico, che conserva ancora le mura di cinta dell’antica fabbrica, che delimitano oggi i confini del parco.

Il Martesana ,“El pont del pan fiss” e le mura originali della fabbrica

La cascina è anche il “capolinea” del bellissimo percorso per ciclisti e pedoni che arriva da Trezzo sull’Adda lungo l’alzaia del Naviglio della Martesana, che qui finisce il suo corso, prima di “tombinarsi” sotto il manto stradale di via Melchiorre Gioia.

La conca della Cassina de Pomm’

Poco più avanti della Cascina di Pomm’ si trovava inoltre l’omonima conca che permetteva di superare il dislivello di quasi 2 metri per entrare in città.

La Conca fu costruita ad inizio del XV secolo, per sostituire le due precedenti conche di Cernusco e di Gorla, poi abbattute pochi anni dopo la sua realizzazione. La conca venne in seguito demolita con i lavori per la copertura del Martesana tra il 1961 ed il 1965.

La conca di Cassina de Pomm

Fonti:
– https://it.wikipedia.org/wiki/Cassina_de%27_Pomm
– https://passipermilano.com/2017/02/15/uno-scorcio-della-vecchia-milano-la-cassina-de-pomm/