La Cascina Annone del quartiere Basmetto

La storia della Cascina Annone: il bellissimo complesso rurale situato sul Naviglio Pavese, nel sud di Milano

La cascina Annone dal ponte in ferro

La Cascina Annone è ormai un grosso rudere che si trova lungo il Naviglio Pavese, situato in Alzaia Naviglio Pavese 396, ma che un tempo era un fiorente complesso agricolo, con vasti terreni che si estendevano fino ai confini comunali di Assago e Buccinasco.

Si tratta, infatti, di un’antica realtà rurale che già compariva, con il nome di “Anone”, sulla mappa di Giovan Battista Clarici del 1600.

Il suo nome rimanda infatti alla famiglia Annoni, (si ricordi Paolo Annoni, ricco commerciante di sete e committente del famoso palazzo barocco di corso di Porta Romana 6), già proprietari del Palazzo Annoni di Milano.

Mappa di Milano di Gian Battista Clarici 1600 circa

Il complesso agricolo è situato in un’area caratterizzata un tempo dalla presenza di fornaci, in cui veniva estratta l’argilla per fabbricare mattoni e tegole, e circondata da diversi corsi d’acqua e risorgive, tra cui, appunto, il Naviglio Pavese.

Architettura

La cascina Annone è una cascina a corte chiusa, delimitata a sud da una palazzina di inizio ‘900 adibita ad abitazioni per i salariati, con tre piani incluso il pianterreno, mentre ad ovest si trovano le stalle (ormai in rovina) ad est il magazzino e il fienile e a nord altri fabbricati adibiti a residenze per i salariati.          

Al di fuori della corte si estendeva l’aia; una parte di essa è stata in seguito trasformata in giardino, mentre a sud della palazzina è ancora visibile l’edificio un tempo adibito ad essiccatoio. Tra la corte e l’aia si trova un passaggio porticato, detto “La Rosa”, in cui è tuttora visibile un affresco della Vergine, di fattura rurale”.

From Google street view

Sulla cima della palazzina si trova inoltre una colombaia, sul quale venne installata la sirena che sostituì la campanella che segnalava i tempi di lavoro ai salariati.

La vita in cascina

Come riporta Riccardo Tammaro, nel testo curato dalla Fondazione Milano Policroma, nella cascina vigeva una gerarchia molto chiara:

il proprietario delegava un fattore a guidare la cascina, e questi era responsabile di far svolgere le attività lavorative potendo contare su alcuni referenti: il cavalllante, che poi comandava i lavoranti addetti ai cavalli, il beolco, che guidava gli addetti ai buoi, il famiglio, che era responsabile delle stalle e della mungitura; un’altra figura fondamentale era poi il camparo, che era responsabile delle acque, le cui competenze includevano la verifica della pulizia dell’acqua e della presenza di eventuali piante cadute nei corsi d’acqua”.

La “passerella dell’Annone” in una foto di inizio ‘900

“Fino alla seconda guerra mondiale il fattore godeva di grande ricchezza: aveva infatti carrozza con cavalli ed abitava tutta la palazzina nobile con la sua famiglia e la servitù; in seguito però alle lotte contadine degli anni ’50, che avrebbero anche portato ad un incendio, presto domato, che causò la ricostruzione (in legno e coppi) del tetto della stalla, i salari dei contadini vennero un poco adeguati; i salariati infatti percepivano un tempo cifre molto basse, anche se ricevevano in cambio della loro opera anche vitto ed alloggio“.

In quell’epoca, fino agli anni’70, la cascina era in piena attività: nella palazzina e nelle abitazioni dei salariati abitavano in totale 12 famiglie con più di 40 bambini, molti dei quali frequentavano la scuola “Duca degli Abruzzi”, sita un paio di chilometri) a nord lungo l’alzaia del Naviglio Pavese, nelle cui scuole medie si trovava anche una sezione di Avviamento Professionale Agrario: al suo posto ora sorge la scuola di via Pescarenico, ma i platani sono ancora quelli della vecchia scuola“.

Il ponte di ferro sul Naviglio Pavese

Per attraversare il Naviglio Pavese, nel 1865 è stato costruito un ponte in ferro, detto Ponte o Passerella “dell’Annone”, che fu fatto costruire per consentire agli abitanti della vicina cascina Basmetto di raggiungere il Mulino della Follazza.    

Fu la prima delle 5 passerelle pedonali simili costruite sul Naviglio Pavese.

Dopo 120 anni, il ponte dell’Annone fu sostituito nel 1985 in quanto non era più possibile intervenire per restaurarlo, ma è stato costruito assolutamente identico al precedente dalle Fonderie Ghise Speciali Lamperti di Limbiate.

Tratto dal decimo capitolo del libro di Riccardo Tamaro, intitolato Borghi e Cascine della Zona 5.

Scalinate del ponte di ferro dell’Annone

Fonti:


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