La cerchia interna dei Navigli

La cerchia interna di Milano, il “fossato di estrema bellezza che circonda la città”

La Cerchia interna dei Navigli, chiamata anche Naviglio Interno, era un canale circolare di circa 6,5 chilometri che, fino alla fine degli anni ’20 del Novecento, cingeva il centro di Milano e fungeva così da raccordo per l’intero sistema dei Navigli.

Il canale era largo circa 9 metri ed era dotato di conche di navigazione ed aree portuali, di cui la più famosa era il Laghetto di Santo Stefano alle spalle del Duomo (coperto nel 1857 e ricordato nella toponomastica dall’attuale “via Laghetto”).

Fonte: Navigli 24

Lungo il suo percorso erano presenti 30 bocche di derivazione che servivano ad irrigare gli orti cittadini e ad alimentare importanti mulini (anch’essi ricordati dalla toponomastica cittadina come la vicina “via Molino delle Armi”).

Inizialmente, questo corso d’acqua era stato realizzato nel 1156 come fossato difensivo, solamente più tardi, tra il 1387 e il 1496 , fu reso navigabile grazie ai lavori di canalizzazione e ampliamento voluti dai Visconti e dagli Sforza.

L’unica parte della Cerchia dei Navigli che rimase semplice fossato non navigabile fu quella verso il Castello Sforzesco, ovvero il tratto situato a nord-ovest: la sua funzione restò infatti quella di portare acqua al fossato del castello.

I due rami della Cerchia dei Navigli che si dirigevano verso il Castello Sforzesco erano chiamati Naviglio di San Gerolamo (quello che scendeva dal vertice meridionale della fortificazione lungo via Carducci) e Naviglio Morto (quello che scendeva dal suo vertice settentrionale lungo via Pontaccio) visto che giunto alla fortificazione non aveva sbocchi (analogamente anche il Naviglio di San Gerolamo era “chiuso” dal successivo interramento del fossato del Castello) .

Naviglio di San Gerolamo

La storia

Il percorso della Cerchia dei Navigli riprendeva l’antico fossato difensivo della Milano medievale, scavato tra i 1156 ed il 1167, all’epoca delle guerre di Milano con il Barbarossa, progettato da Guglielmo da Guintellino, ingegnere militare genovese al servizio dei Milanesi, e corrispondeva alle attuali  vie:  Fatebenefratelli, Senato, San Damiano, Visconti di Modrone, Francesco Sforza, Santa Sofia, Molino delle Armi, De Amicis, Carducci, Piazza Castello e via Pontaccio.

La nuova cerchia, più ampia, proteggeva così la città e soprattutto captava anche le acque dell’Olona, fino ad allora direttamente tributaro della Vettabbia.

Tutte le acque furono quindi incanalate nel nuovo fossato “largo ventiquattro braccia” e la terra di riporto ottenuta dallo scavo fu utilizzata per costruire degli imponenti bastioni (terraggi): difese strategicamente ben piazzate, ma non particolarmente efficaci, costruite in terra rinforzata da palizzate e difese da torri di legno.

Cerchia interna Milano
Antonio Lafrery, Pianta prospettica di Milano, Acquaforte, 1573 https://bertarelli.milanocastello.it/it/content/lafrery-pianta-prospettica-di-milano

Fossa e cinta furono quindi ricostruiti nel 1171, a seguito della distruzione operata dal Barbarossa, più efficaci. La vecchia fossa, superata militarmente, fu protagonista del benessere della città, grazie al fiorire dei commerci e dell’agricoltura, grazie all’ampliamento del sistema irriguo e delle molteplici attività che lo scorrere dell’acqua rendeva possibili: molini, torchi, magli, torcitoi. Alcune di queste attività sopravvissero fino alla trasformazione in “Cerchia dei Navigli”.

Così la descriveva Bonvesin de la Riva alla fine del XIII secolo:

« Un fossato di sorprendente bellezza e larghezza circonda questa città da ogni parte e contiene non una palude o uno stagno putrido, ma l’acqua viva delle fonti, popolata di pesci e di gamberi. Esso corre tra un terrapieno all’interno e un mirabile muro all’esterno. »

(Bonvesin de la Riva. De Magnalibus Mediolani, Milano 1288 )

Prende forma il sistema dei navigli

Nel frattempo, nel 1211 il prolungamento del Ticinello, ormai denominato Naviglio Grande, giunge fino al laghetto di Sant’Eustorgio, nei pressi dell’attuale Darsena, alle porte di Milano.

Dalla fin del XIV secolo, Gian Galeazzo Visconti prima e Filippo Maria Visconti dopo, iniziano i lavori di ampliamento ed abbassamento del fondale del fossato, allo scopo di renderlo navigabile fino al laghetto di Santo Stefano , per facilitare il trasporto dei marmi e dei materiali necessari alla costruzione del nuovo Duomo della città, i cui lavori iniziarono nel 1387.

Conca di Viarenna (oggi via Conca)

Il Naviglio Grande tuttavia non era ancora collegato al fossato che circondava la città, si dovrà aspettare il 1439, con la costruzione della Conca di Viarenna e quindi il collegamento alla Cerchia interna.

Fu, infine, Francesco Sforza nel 1496 a completare il sistema dei Navigli, con l’allacciamento della cerchia interna alla Martesana, attraverso il naviglio di San Marco e la conca delle Gabelle (o dell’Incoronata).

Conca delle Gabelle o Conca dell’Incoronata

La chiusura della Cerchia Interna

Il primo tratto della Cerchia dei Navigli a venire chiuso fu nel 1857 il laghetto di Santo Stefano, interrato sostanzialmente per motivi igienici a causa dell’acqua stagnante, su ordine del direttore dell’Ospedale Maggiore.

Sempre per motivi igienici, successivamente furono chiusi il Naviglio Morto ed il Naviglio di San Gerolamo. Questi due rami della Cerchia, che dipartivano dal Castello Sforzesco, furono interrati tra il 1894 e il 1895, per problemi igienici causati dall’acqua stagnante (entrambi, come già accennato, non avevano sbocchi, dato che il fossato del castello, loro originaria destinazione, venne interrato nel XVII secolo).

Bisogna ricordare che la medicina del tempo attribuiva agli odori ed ai fetori provenienti dall’evaporazione delle acque del naviglio la responsabilità di causare malattie reumatiche.

Gran parte dei navigli della Fossa Interna furono coperti in seguito all’attuazione del Piano Regolatore del 1889, detto “Piano Beruto” dal nome del suo ideatore, l’ingegner Cesare Beruto.

I rimanenti tratti della Cerchia dei Navigli furono interrati nel 1929 sotto il fascismo, principalmente per far posto alle esigenze della città che stava crescendo di numero, mentre, sempre per lo stesso motivo, negli anni 60-70′ furono tombinati anche il tratto lungo via Melchiorre Gioia.

Se vuoi saperne di più sulla copertura dei navigli clicca qui

Copertura dei Navigli in via Senato

La riapertura della Fossa Interna

IL 22 febbraio 2017 a Palazzo Marino il Sindaco Sala ha dato l’avvio ai lavori del Comitato Scientifico con funzione consultiva, quale organismo di supporto all’Assessore alla Mobilità e Ambiente, all’Urbanistica Verde e Agricoltura e ai Lavori Pubblici e Casa, per coordinare le attività di analisi e di progetto necessarie ad avviare attività più specifiche finalizzate a definire le attività propedeutiche, la programmazione e realizzazione delle fasi di lavoro e delle opere, nonché a seguire lo sviluppo della progettazione preliminare della connessione idraulica necessaria per consentire l’attuazione del progetto generale di riapertura dei navigli milanesi per fasi temporali successive”.  

Il Comitato Scientifico è coordinato dal Prof. Antonello Boatti del Politecnico di Milano ed è composto dai seguenti membri: Ing. Manuela Antonelli, Ing. Marco Broglia, Ing. Maurizio Brown, Arch. Andrea Cassone, Prof. Ing. Claudio Gandolfi, Prof. Arch. Giorgio Goggi, Arch. Marco Prusicki, Prof. Renzo Rosso, Dott. Guido Rosti, Prof.ssa Laura Scesi, Prof. Stefano Sibilla.

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Fonti:
– https://it.wikipedia.org/wiki/Cerchia_dei_Navigli
– Navigli Lombardi. I navigli e le caratteristiche http://www.naviglilombardi.it/wp-content/uploads/2013/07/I-navigli-Le-caratteristiche.pdf
– http://www.milanocittadacque.it/il-sistema-dei-navigli/la-riapertura-della-cerchia/