Il Naviglio di Paderno

Il Naviglio di Paderno è un canale artificiale parallelo al fiume Adda nel comune di Paderno d’Adda a nord-est di Milano, lungo 2,6 chilometri.

Questo Naviglio di Paderno è lungo 2.605 metri; largo 11 sul fondo; l’acqua è sempre tenuta a metri 1,20 d’altezza, colla pendenza di 0.10 almeno, e 0.45 al più ogni mille metri, sicché ha la velocità, per minuto secondo, di metri 0.31 al minimo, e 1,50 al massimo. La pendenza è divisa per metri 26.40 fra i sostegni, e per metri 1.10 fra il declivio del fondo”.
(C. Cantù, Grande illustrazione del Lombardo Veneto, Milano, 1857)

Il problema della sua forte pendenza fu risolto con la costruzione di sei conche con salto variabile fra i tre e i sei metri circa. Per controllare le piene, il Naviglio fu fornito di tre scaricatori che, attraverso 28 porte, immettevano nell’Adda le acque in eccesso.

Il Naviglio di Paderno – Fotografia di Domenico Valsecchi

Con la realizzazione del Naviglio di Paderno si poté realizzare quel sogno di completamento del sistema dei Navigli che collegava la navigazione dal Lago Maggiore al Lago di Corno, senza ricorrere al traino delle barche e al trasbordo delle merci.

STORIA

Autoritratto, 1510-1515, sanguigna, Torino, Biblioteca Reale

L’idea prima del progetto di un canale che potesse permettere la navigazione tra Milano e il Lago di Como, nacque dopo la battaglia di Marignano (nome dato dai Francesi alla città di Melegnano) del 1515 sotto l’egida di Francesco I di Francia che, nel 1516 incaricò Leonardo da Vinci di fare i primi studi.

In seguito il progetto venne ripreso dagli architetti Benedetto Missaglia e Bartolomeo della Valle che scelsero lo scavo di un canale su una parte dell’Adda che non era navigabile. Infatti le merci (legno, carbone, vino) che scendevano dal lago di Como lungo l’Adda, dovevano essere scaricate a terra per alcuni chilometri quindi ricaricate sull’Adda, e da lì sul naviglio della Martesana fino a Milano.



Durante il suo soggiorno milanese, Leonardo ipotizzò anche un nuovo canale che, superando l’ostacolo delle rapide di Paderno lungo il corso dell’Adda, permettesse la navigazione continua dal Lago di Como fino a Milano. Una soluzione a questo problema è rintracciabile all’interno di alcuni disegni del Codice Atlantico dove si ipotizzava uno sbarramento sul fiume Adda in località Tre Corni. La diga sarebbe servita ad elevare il livello del fiume fino ad alimentare un canale che partiva da Brivio e, scorrendo parallelamente all’Adda, arrivava fino a Trezzo. Era la prima idea progettuale del Naviglio di Paderno, che sarebbe stato realizzato solo tre secoli più tardi.

I lavori cominciarono nel 1520 ma vennero interrotti l’anno successivo, a causa della guerra tra Francesco I e Carlo V.  Mentre la città veniva chiusa dagli spagnoli con la nuova cintura dei “bastioni”, nel 1574, Giuseppe Meda, uno dei più grandi ingegneri idraulici milanesi, propose alle autorità spagnole la soluzione di rendere navigabile tutto il percorso dell’Adda, scavando un naviglio molto breve e costruendo, con la conca detta “Castello“, due sole conche, rispettivamente di 6 e 18 metri per vincere tale dislivello. Tuttavia, la friabilità del terreno, la mancanza di fondi d’investimento e la lentezza dell’amministrazione spagnola vanificarono i lavori in corso. Tanto che cessarono definitivamente nel 1598.

Solo dopo la seconda metà del Settecento si riaffrontò il problema tecnico per superare le rapide di Paderno con gli studi del matematico Pietro Nosetti e il progetto dell’ingegnere idraulico Paolo Frisi che prevedevano la ripartizione del salto d’acqua in dieci tronchi orizzontali.

Chiusa Vinciana

 

Sotto il regno di Maria Teresa d’Austria, che preferì la costruzione di questo naviglio a quello Pavese, le rapide dell’Adda furono vinte. I lavori iniziarono nel 1773 e furono ultimati nel 1777. Il collaudo definitivo dell’opera avvenne nel 1790, perché le continue frane ne rendevano precaria la stabilità.

Sulla nuova via d’acqua cominciarono subito ad affluire verso Milano merci come il ferro, il carbone e il legname. Di questo traffico si avvantaggiò soprattutto Lecco.

Fu istituito un servizio pubblico regolare fra il Lago di Como e Milano, che cominciò a essere operante già nel 1790, dopo l’avvenuto collaudo. Questo servizio fu assimilato a quello già in uso nel Ticino, diminuendo però le tariffe di navigazione e introducendo alcune esenzioni daziarie.

Alla fine dell’Ottocento, anche il Naviglio di Paderno entrò in crisi e verso il 1930 ogni attività su quell’impianto fu cessata, le sue acque non servirono più neppure per l’irrigazione.

 

Il Naviglio di Paderno dal ponte di San Michele – Fotografia di Domenico Valsecchi

 

Fonte:
– https://www.milanofree.it/milano/storia/naviglio_di_paderno.html