Il Naviglio di San Marco

Il Naviglio di San Marco: cos’era e dove si trovava ?

Il Naviglio di San Marco era un canale artificiale navigabile di Milano che collegava il Naviglio della Martesana, di cui era la prosecuzione, fino al laghetto di San Marco. Quest’ultimo poi sfociava nella Cerchia dei Navigli grazie alla Conca di San Marco.

La Conca di San Marco

Il Martesana collega infatti Milano con il fiume Adda, dal quale riceve le acque poco a valle di Trezzo sull’Adda; è un canale navigabile largo dai 9 ai 18 metri, profondo da uno a 3 metri e lungo 38,7 km (di cui alcuni coperti).

All’ingresso e all’uscita del laghetto di San Marco erano presenti due ponti: il ponte Medici (conosciuto anche come “ponte Montebello” o “ponte dei suicidi”) e un ponte situato in dirimpetto alla Chiesa di San Marco.

Sul lato ovest si concentravano numerosi impianti artigianali, tra i quali il più famoso era la bottega dello scalpellino Pirovano.

Di fronte alla chiesa era presente la Conca di San Marco, conca di navigazione che regolava la portata dell’acqua scaricata poi nella Cerchia dei Navigli.

Il ponte dei Medici in via San Marco

Storia

Il Naviglio di San Marco prendeva il nome dall’omonima  chiesa che fu costruita a partire dal 1245 e che sorgeva lì vicino: la chiesa di San Marco.

La chiesa, tutt’ora esistente, prende il nome da San Marco, santo patrono di Venezia: questa intitolazione fu voluta in onore alla città lagunare che fece parte insieme a Milano della Lega Lombarda (l’alleanza militare che sconfisse l’imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176).

Il Naviglio di San Marco era, da un punto di vista idraulico, la continuazione del Naviglio della Martesana. Nel passato quest’ultimo proseguiva il suo percorso cittadino, ora interrato, oltre le mura spagnole, sottopassando quindi il ponte delle Gabelle e incontrando la Conca dell’Incoronata, dopo la quale cambiava nome in Naviglio di San Marco.

960 Il Laghetto di San Marco e in fondo il ponte ed il Palazzo dei Medici; inizi del ‘900.

Il Naviglio di San Marco in seguito confluiva nel laghetto di San Marco, ponendo così fine al suo corso. Il laghetto di San Marco si immetteva successivamente nella Cerchia dei Navigli attraverso la Conca di San Marco, la conca di navigazione costruita anche grazie al contributo di Leonardo da Vinci.

Il Naviglio di San Marco, la Conca dell’Incoronata e il laghetto di San Marco furono realizzati nel 1469 contestualmente ai lavori di costruzione del Naviglio della Martesana.

Il suo allacciamento alla restante parte dei canali navigabili milanesi fu compiuto nel 1496, con l’ampliamento della Cerchia dei Navigli verso nord, ovvero dal laghetto di Santo Stefano alla Conca di San Marco.

Laghetto di San Marco. Fotografia di Arnaldo Chierichetti

Grazie a questi lavori venne così completata e resa navigabile la Cerchia dei Navigli: da quel momento in poi fu possibile collegare la città di Milano con il Lago Maggiore ed il Lago di Como, navigando senza interruzioni attraverso i navigli milanesi.

Il Naviglio di San Marco fu interrato tra il 1929 e il 1934, contestualmente agli analoghi lavori di copertura della Cerchia dei Navigli.

La navigazione

Dal 1574 il naviglietto divenne totalmente navigabile e iniziò per il Martesana un periodo di grande attività che durò fino a tutta la seconda metà dell’Ottocento e che ebbe il suo culmine dopo l’apertura del Naviglio di Paderno nel 1777.

Mappa_di_Milano_del_1860_-_Particolare_del_Naviglio_della_Martesana_e_di_San_Marco
Mappa di Milano del 1860 – Particolare del Naviglio della Martesana e di San Marco

A Milano giungevano così derrate alimentari fresche (frutta, verdure, bestiame da macello, formaggi), foraggi e paglia, vino, granaglie (frumento, orzo, miglio e mais, la cui cultura era stata introdotta nel ducato nel 1519), materiali da costruzione e laterizi, calce, pietre (destinate agli scultori operanti in Casa Medici) sabbia, manufatti, utensili vari, sedie e mobili.

Dalla città invece partivano filati e stoffe e i manufatti delle numerosissime botteghe artigiane di ogni genere.

Nel 1782 si apre inoltre una regolare linea per i passeggeri dal laghetto di San Marco alla città lariana e nel 1800 inizia il servizio el barchett de Vaver (Vaprio), la barca corriera resa celebre dal film di Ermanno Olmi, “L’albero degli zoccoli” (anche se, tuttavia, le riprese del celebre film furono realizzate sul Naviglio Grande).

Il Laghetto venne coperto nel 1934, a seguito dei lavori di copertura iniziati nel 1929 sotto il fascismo, che prevedevano un’espansione cittadina su strada, a svantaggio dei canali.

lavori di tombatura del laghetto

Nel 1958 il Martesana fu declassato da via di trasporto a canale irriguo; scomparvero così anche gli ultimi barconi che portavano sabbia da Vimodrone a Milano. Nel 1959-61 il tratto lungo via Melchiorre Gioia, tra il Ponte delle Gabelle e la Cascina dei Pomm, venne tombinato

Curiosità

Il laghetto di San Marco viene anche chiamato erroneamente dai milanesi “el Tumbun de San Marc”, in quanto il tombone indicava invece un punto dove le acque di due o più canali si incrociavano, creando vortici e gorghi.

Il ponte dei Medici, viene spesso associato dai milanesi come un posto celebre per i numerosi suicidi che si sono verificati; infatti, viene anche chiamato “Il ponte dei suicidi

Il canale, utilizzato prevalentemente per il trasporto delle merci, fu il motivo principale per la scelta della sede di via Solferino da parte del Corriere della Sera, che vi si trasferì nel 1904. Infatti, fino al 1929, quando quel tratto di naviglio venne interrato, arrivavano via acqua le scorte di carta dalle Cartiere Burgo di Corsico

Un barcone con le bobine di carta per la stampa del Corriere prima del 1929. sotto il ponte di piazza Cavour. [wikipedia]

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Fonti:
– https://it.wikipedia.org/wiki/Naviglio_di_San_Marco