Ecco un resoconto personale della giornata incentrata sul progetto di riapertura dei Navigli
Nell’ambito della manifestazione GREEN WEEK MILANO 2024, Sabato 28 settembre l’associazione Riaprire i Navigli – di cui sono segretario – ha organizzato un incontro per fare il punto sulla situazione della riapertura dei Navigli a Milano e dei progetti ad essa collegati, come l’idrovia Locarno-Milano-Venezia e l’idrovia Colico-Milano-Venezia.
Molta la partecipazione, con la sala del Circolo de Amicis gremita di persone: curiosi e affezionati al progetto, molti invece i delusi dalle amministrazioni comunali e regionali.
E’ stato un seminario davvero interessante, che, nelle 3 ore di svolgimento, è riuscito a mantenere alta l’attenzione grazie alla moltitudine di relatori e quindi ai diversi sguardi sul progetto: architetti, sociologi, urbanisti… e, in conclusione, anche i saluti dell’assessora all’ambiente del Comune di Milano Elena Grandi.

Gli interventi degli oratori
Sono molte le personalità che hanno portato il loro contributo al convegno, tra questi spiccano architetti e urbanisti.
Andreas Kipar
Tra gli interventi più significativi, moderati dal presidente Biscardini, vi è senz’altro quello dell’architetto Andreas Kipar, che ha voluto concentrare l’attenzione ad un elemento spesso poco considerato: il suolo.
Risponde quindi alla domanda che si fanno le grandi città Europee: come recuperare il rapporto con il suolo urbano.
Secondo l’architetto e paesaggista, Milano è una città di avanguardia, e la riapertura dei Navigli è un atto di avanguardia, non un progetto nostalgico. E’ un progetto che gli permetterebbe di tornare alla origini, alla sua vocazione: Milano città d’acqua.
In conclusione, Kipar propone di “darci il giusto tempo“, perché questo progetto è “giusto, eticamente corretto e all’avanguardia“, ma deve esser realizzato nel tempo più adatto – secondo lui dopo il 2030, poichè serve “prender fiato” dopo le olimpiadi”.

Giorgio Goggi
Interessante anche il punto di vista di Giorgio Goggi, urbanista ed ex assessore al Comune di Milano: “I navigli non sono un giocattolo, non sono lo sfizio di qualche urbanista: i navigli sono diventati la frontiera di una nuova qualità urbana e corretta ideologia. Le grandi città del mondo riaprono i canali perchè hanno capito che da questi canali ri-nasce la qualità urbana: Madrid, Londra, Tokyo, Seul, Berlino, Utrecht… Rispetto alle esperienze straniere, i navigli milanesi consentono più ampie e vantaggiose disponibilità e opportunità.”
Maurizio de caro
Secondo l’archietto Maurizio De Caro, la riapertura è un progetto poetico, che non riguarda solo urbanisti e architetti, ma soprattutto la popolazione e la volontà nel dire “a noi piacerebbe questo”.
Ci tiene a ribadire che “la polita ha un ruolo e la (mancata) riapertura dei navigli non è un problema economico. E non si deve creare questo alibi del denaro, perchè il denaro spaventa”. Conclude dicendo che “la riapertura dei Navigli ci riporterebbe a quella dimensione percettiva totalmente” assente a Milano: la lentezza“.
Niccolò salvioni
Nicolò Salvioni, presidente dell’Associazione Locarno Milano Venezia, pone l’accento sui lavori che ostacolano la navigazione sull’idrovia LO-MI-VE, rimarcando quanto questa assenza di continuità territoriale faccia male e rende tristi. Manca pianificazione e organizzazione e, non essendoci soldi a disposizione su questo settore – dirottati verso trasporti e ferrovie – gli stessi politici non si interessano al tema.
Riccardo mancioli
Anche a Riccardo Mancioli, referente dei Navigli per il WWF di Milano e fervente ambientalista, piace ricordare quanto questo progetto possa contribuire a ridurre l’isola di calore urbana e alimentare rogge, canali e fontanili presenti in città.
Maurizio Ori
Successivamente, Maurizio Ori, architetto. lancia l’idea di utilizzare l’intera rete dei navigli come una grande vasca di laminazione per governare l’esigenza ambientale attuale, oltre che sfruttare l’energia che i Navigli produrrebbero.
Massimiliano Grimaldi
Infine, l’avvocato Massimiliano Grimaldi, fondatore e Presidente della Associazione Italiana di Diritto della navigazione interna (AIDNI), ha posto l’accento sulle difficoltà normative e legislative in merito alla navigazione sui Navigli, che rendono impossibile la libera navigazione sui canali.

Il saluto dell’assessora Grandi
A chiudere la giornata, il saluto dell’assessora del Comune di Milano Elena Grandi, da sempre sostenitrice del progetto di Riapertura dei Navigli.
L’assessora, dopo aver raccontato le azioni che il Comune mette in atto in ottica di salvaguardia ambientale e recupero del suolo, lascia trasparire che il progetto di riapertura non è stato dimenticato, ma che al momento mancano le risorse economiche per realizzarlo.
Sul sito dell’associazione Riapre i Navigli sono presenti ulteriori spunti e video dell’incontro

