Naviglio Pavese – Rozzano: Chiusura temporanea del ponte di attraversamento

Chiusura temporanea del ponte di attraversamento sul Naviglio Pavese a Cassino Scanasio

Dopo un’attenta analisi da parte degli addetti ai lavori del Consorzio di Bonifica Est Ticino VIlloresi, è stata disposta a tempo indeterminato la chiusura del ponte di pietra (costruito nel 1809) che attraversa il Naviglio Pavese a Rozzano, nella frazione di Cassino Scanasio.

Il Ponte di pietra di Cassino Scanasio, costruito nel 1809

Cosi si legge sul sito del Consorzio:

Con ordinanza del Presidente del Consorzio n. 16 del 9 aprile 2019, a seguito dell’effettiva constatazione di un avanzato stato di degrado, è stata disposta a tempo indeterminato la chiusura – opportunamente segnalata previo anche sbarramento – del ponte di attraversamento del Naviglio Pavese in località ScanasioComune di Rozzano (MI), alla progr. Km 7+500, per permettere i necessari interventi di messa in sicurezza infrastrutturale. Leggi tutto

Aqua: la visione di Leonardo Da Vinci

La più bella e discussa installazione del Fuorisalone che non dovete assolutamente perdere

Nell’anno in cui si celebrano i 500 anni dalla scomparsa del genio poliedrico Leonardo Da Vinci, il Salone del Mobile di Milano gli rende omaggio con un’installazione creata proprio all’interno della Conca dell’Incoronata , le cui porte lignee sono state progettate proprio da Leonardo da Vinci.

Credit: Balich Worldwide Shows

Aqua: Leonardo da Vinci’s water vision”

E’ il titolo dell’installazione ideata dal “designer di emozioni” Marco Balich e sviluppata insieme a Balich Worldwide Shows , visitabile dal 6 al 14 aprile in via San Marco 46, in occasione della Milano Design Week 2019. L’attrazione, inaugurata dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala e dal presidente del Salone del mobile, Claudio Luti, vede l’acqua come protagonista assoluta, l’elemento naturale a lungo studiato da Leonardo in qualità di artista, architetto, scienziato e ingegnere. Leggi tutto

Inizia l’asciutta autunnale

Da oggi inizieranno le manovre per l’asciutta autunnale dei Navigli, come riporta il sito del Consorzio Est Ticino Villoresi.

Diga di Turbigo

Questa in foto è la diga di Turbigo, sullo sfondo la centrale termoelettrica, e da qui inizierà la secca del Naviglio Grande

Ricordiamo che le manovre di riduzione e reimmissione delle acque nei canali sono progressive, inizieranno indicativamente nelle date
sopra indicate, ed avranno una durata variabile per ogni canale, tali date potranno essere soggette a modifiche in
relazione a sopraggiunte necessità consortili

Inoltre, durante il periodo di asciutta, è vietato ingombrare in qualunque modo l’alveo dei canali e navigare, salvo specifica autorizzazione del Consorzio Est Ticino Villoresi.

Anche la pesca è vietata durante l’asciutta.

Calendario asciutte Navigli

Le asciutte sono indispensabili per mantenere l’efficienza e la sicurezza dei canali, per riparare le sponde franate, per recuperare il degrado dopo anni d’incuria, per limitare l’espansione delle erbe palustri e scongiurare il rischio che i canali possano diventare paludi ed evitare di giungere a situazioni di degrado tali da compromettere la funzionalità dei canali.

Qui di seguito il calendario con le asciutte dei Navigli programmate dal Consorzio Est Ticino Villoresi.

Storicamente vengono effettuate due asciutte, una primaverile e una autunnale (la cosiddetta “asciutta autunnale” che va indicativamente da ottobre a novembre e l’ ”asciutta jemale” o invernale nel periodo febbraio/marzo.

 

Fonte:
– http://www.etvilloresi.it/portal-villoresi/page148a.do?link=oln643a.redirect&seu311a.oid.set=158

Sala: ipotesi 2020 per i cantieri della riapertura Navigli

“I primi cantieri nel 2020, sono una prospettiva realistica” – annuncia Sala anche se precisa che prima bisogna trovare i fondi necessari.

Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, è stato intervistato dopo la presentazione del libro “I nuovi Navigli milanesi. Storia per il futuro” presso l’Urban Center di Milano, riguardo la possibile riapertura dello storico tracciato interno dei Navigli, che a fine ‘800 cingeva tutta la città (per saperne di più clicca qui).

“Ne ho parlato questa mattina anche con Fontana –  presidente neoeletto della Regione Lombardia – . Se gia’ trovassimo una forma per mettere insieme Comune e Regione sarebbe un bel passo avanti, poi magari ci sono altre possibilita’ su cui stiamo lavorando. Pero’ conto molto sul sostegno di Fontana che, personalmente e’ favorevole, pero’ deve ancora fare una giunta” Ha dichiarato il Sindaco di Milano.

Sala ribadisce inoltre il suo volere a non dividere i cittadini su questo argomento “Ritengo sia un progetto da fare, ma con buon senso, quindi trovando le risorse e ascoltando i cittadini. Il tema dei Navigli non e’ riapriamo parte dei canali per fare un’operazione nostalgia, ma l’idea che parte della vita della citta’ cambia. Darò il via nei prossimi consigli a un dibattito pubblico. Non voglio trasmettere l’idea di portare avanti i Navigli e sacrificare altri bisogni primari“.

Sul come sarebbe Milano se questa operazione si concretizzasse, Sala ha le idee molto chiare: “Siamo convinti che vivremo in una città ancora più bella in cui l’ambiente sarà migliore“.

 

Fonte:
– http://www.affaritaliani.it/milano/navigli-riaperti-sala-fissa-la-data-via-ai-cantieri-nel-2020-531098.html

La Noria sul Martesana a Groppello d’Adda

Presso il centro del paese, sulla sponda destra del Naviglio Martesana, si trova un’imponente ruota idraulica (popolarmente chiamata “El rudun”) che si dice sia stata progettata da Leonardo Da Vinci in persona.

Malgrado le apparenze la ruota non è un mulino, ma una Noria. Il nome è spagnolo e significa  “ruota”, ma a sua volta deriva dall’arabo ناعورة‎, nā‘ūra, che significa invece vociare, zampillare.

La sua funzione infatti non è mai stata quella di macinare cereali o muovere macchinari, bensì quella di sollevare l’acqua del naviglio per poterla convogliare in un sistema di irrigazione e trasferire parte delle acque al Palazzo Arcivescovile, edificato da Carlo Borromeo su una precedente costruzione del 1018.

Un parziale restauro effettuato negli anni novanta ha ripristinato il sistema di sollevamento dell’acqua, permettendo alla ruota di continuare a funzionare (per scopi prevalentemente didattici e rievocativi) fino all’alba del terzo millennio. La mancanza di manutenzione negli anni seguenti ha tuttavia pesantemente degradato la struttura, che nel 2008 giaceva così in rovina.

Nel 2009 è stato quindi effettuato un nuovo restauro con rimozione della ruota e ricollocazione della stessa completamente restaurata.
Il 24 dicembre dello stesso anno la ruota è rientrata in funzione.

Incile e Noria separati dal Ponte sul naviglio.

Le bellissime fotografie sono di Gianfranco Bugini.

Il Ponte del “Trofeo”

Il ponte del Trofeo è situato sul ponte posto all’incile del Naviglio Pavese, appena dopo la Darsena, e prende il nome da un monumento costruito in epoca spagnola, comunemente detto “trofeo di Fuentes”, dal nome del nuovo governatore dello Stato di Milano, don Pietro Enriquez de Acevedo Conte di Fuentes

, che ridiede vigore all’opera del Naviglio Pavese, il quale progetto era stato abbandonato anni prima.  Leggi tutto

Corso San Gottardo: “El burg dè furmagiatt“

Corso S. Gottardo, che si sviluppa da Porta Ticinese verso sud, è l’arteria stradale principale di un borgo storico esterno alle mura spagnole, importante già nel ‘600. Nell’area compresa tra il Corso e il Naviglio Pavese si sviluppano così le tipiche case a corte, luogo di vita sociale e di lavoro, organizzate in lotti stretti e lunghi che spesso hanno ingressi su entrambi i lati.

Corso San Gottardo in una fotografia del 1921

La fortuna di questo borgo è dovuta principalmente al naviglio ed alla vicinanza della darsena, l’antico porto cittadino; infatti, i barconi mercantili diretti in città sostavano nei pressi di Corso San Gottardo, dove, una volta smerciate le merci ripartivano, evitando così il pagamento del dazio cittadino posto alla dogana qualche metro più avanti. Non è un caso infatti, che i cortili principali di Corso S. Gottardo abbiano tutt’ora due entrate, il motivo è dovuto al fatto che si scaricava direttamente dal Naviglio e senza fare il giro si portavano i carichi nella via, nelle case e nelle botteghe.

Dopo il 1819, quando il Naviglio Pavese divenne completato, questo divenne il punto di arrivo, lavorazione e scambio di merci, soprattutto latte e latticini, provenienti dalle fertili pianure della Lomellina e dell’Oltrepo’ Pavese. Nelle case a corte si crearono così numerose casere dove, al piano terra e nelle cantine, si trovavano i depositi per la conservazione e la stagionatura dei formaggi. Per questa ragione, la popolosa zona attorno a Corso San Gottardo è conosciuta anche come borgo dei formaggiai, in milanese “El burg dè furmagiatt“

Il Santuario della Madonna della Rocchetta sul Naviglio di Paderno

Il piccolo Santuario della Madonna della Rocchetta si trova nel cuore del Parco Regionale Adda Nord, nel tratto denominato Ecomuseo Adda di Leonardo e fa parte del cammino di Sant’Agostino.
Situato nel comune di Paderno d’Adda, ma facente parte della Parrocchia di Cornate, il santuario gode di una posizione invidiabile dal punto di visto naturalistico e geografico, lì dove il  fiume Adda si divide dal Naviglio di Paderno.

@Domenico Valsecchi

Le sue radici affondano nel passato, se si considera che il santuario è stato edificato sui resti del “castrum qui nominatur Rauca item Coronate“, e che gli scavi archeologici hanno riportato alla luce reperti databili addirittura al periodo tardo-romano, attorno al V secolo d.C.

Il Santuario venne edificato nel 1386, stesso anno in cui iniziarono i lavori per il Duomo di Milano, per volere del facoltoso medico milanese Bertrando da Cornate, che contribuì con una generosa donazione anche alla Fabbrica del Duomo.

Solo tre anni più tardi, il Santuario e il terreno circostante vengono donati dal proprietario benefattore ai frati eremiti di Sant’Agostino del convento di San Marco di Milano, che però non poterono godere appieno di questo oasi di pace, perché nei primi decenni del Quattrocento l’Adda fu teatro di guerre tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano.

@ Domenico Valsecchi

Considerando la posizione strategica i Visconti inviarono soldati per controllare il confine e i frati furono così costretti ad abbandonare il santuario, che venne inglobato in un sistema fortilizio più ampio.

Nel 1517, dopo diverse vicissitudini, il complesso venne definitivamente incorporato nel convento di San Marco di Milano, ma il santuario nei secoli successivi venno lasciato nell’incuria e divenne luogo di rifugio per briganti e mendicanti.

Il Santuario Madonna della Rocchetta è inserito nella rotta di pellegrinaggio del “Cammino di Sant’Agostino”.

Fonte:
– http://www.eccolecco.it/arte-cultura/chiese-basiliche/santuario-madonna-della-rocchetta/

La chiesa di San Cristoforo sul Naviglio

San Cristoforo è un suggestivo complesso costituito da due chiesette affiancate. Sorge sul percorso che conduceva a Milano dalla Lomellina, in un punto di passaggio obbligato nella rete dei vari corsi d’acqua. Per chi arrivava a Milano navigando sul naviglio, San Cristoforo in aperta campagna, era il segnale che mancavano pochi minuti all’attracco. È possibile che il sito fosse occupato un tempo da un tempio pagano; la cosa non è accertata, ma viene insinuata da varie fonti (Ausonio, Castiglioni, Tamborini). La titolatura al santo gigante dalla forza smisurata, patrono dei pellegrini, di fatto in molti casi sostituì quella a Ercole.

Antiche narrazioni attestano l’affetto dei milanesi per questa chiesa che in origine era una semplice cappella coperta da due falde a capanna. Pare addirittura che proprio in questa chiesetta, nel 1176, sia stato dato ai milanesi il primo annuncio della sconfitta dell’imperatore Federico Barbarossa a Legnano da parte della Lega Lombarda. La chiesa (che doveva corrispondere approssimativamente all’attuale navata sinistra) venne ricostruita nel 1192 e fu ampiamente rimaneggiata nel Trecento. Ad essa un certo frate Pietro Franzoni di Tavernasco, affiancò un ospedale per i pellegrini (1364?).

San Cristoforo inizio ‘900

La chiesa di destra, comunemente detta Cappella Ducale, è del XV secolo. Fu eretta sotto il patrocinio di Gian Galeazzo Visconti, adempiendo il voto popolare per l’improvvisa cessazione della peste del 1399. La Cappella Ducale venne intitolata non solo a San Cristoforo, come già la chiesa preesistente e l’ospizio, ma anche ai santi Giovanni Battista, Giacomo, e alla Beata Cristina, protettori dei Visconti, per commemorare la vittoria riportata sugli Armagnacchi presso Alessandria il 25 luglio (festa di san Cristoforo) del 1391. Sulla facciata venne inserito il celebre stemma di famiglia con il biscione, accanto a quello del Comune di Milano con la croce rossa in campo bianco.

Oggi nella diocesi di Milano, è la chiesa dove si svolge il maggior numero di matrimoni all’anno.

La leggenda del Santo

Jacopo da Varagine (sec. XIII), con la sua Legenda Aurea, fu l’autore che in Occidente rese celebre Cristoforo Secondo questo testo, egli era un giovane gigante che si era proposto di servire il signore più potente. Per questo fu successivamente al servizio di un re, di un imperatore, poi del demonio, dal quale apprese che Cristo era il più forte di tutti: di qui nacque il desiderio della conversione. Da un pio eremita fu istruito sui precetti della carità: volendo esercitarsi in tale virtù e prepararsi al battesimo, scelse un’abitazione nelle vicinanze di un fiume, con lo scopo di aiutare i viaggiatori a passare da una riva all’altra. Una notte fu svegliato da un grazioso fanciullo che lo pregò di traghettarlo; il santo se lo caricò sulle spalle, ma più s’inoltrava nell’acqua, più il peso del fanciullo aumentava e a stento, aiutandosi col grosso e lungo bastone, riuscì a guadagnare l’altra riva. Qui il bambino si rivelò come Cristo e gli profetizzò il martirio a breve scadenza. Dopo aver ricevuto il battesimo, Cristoforo si recò in Licia a predicare e qui subì il martirio.
Come questa leggenda sia sorta è ancora oggi un problema insoluto. Si sono formulate alcune ipotesi: chi ritiene che il nome Cristoforo (= portatore di Cristo) abbia potuto suggerire la leggenda; chi suppone che l’iconografia (Cristoforo con Gesù sulle spalle) sia anteriore alla narrazione di Jacopo da Varagine, per cui la rappresentazione iconografica avrebbe ispirato il motivo leggendario.
La festa di Cristoforo in Occidente è celebrata il 25 luglio, in Oriente il 9 maggio.
Per quanto riguarda il folklore, è da notare come esso non sia diminuito nei tempi recenti, sebbene abbia subito, ovviamente, degli adattamenti. Se nel Medioevo Cristoforo era venerato come protettore dei viandanti e dei pellegrini prima di intraprendere itinerari difficili e pericolosi, oggi il santo è divenuto il protettore degli automobilisti, che lo invocano contro gli incidenti e le disgrazie stradali.

 

Fonte:
– http://www.chiesasancristoforo.it/storia.htm
– http://www.santiebeati.it/dettaglio/64200