Il Santuario della Madonna della Rocchetta sul Naviglio di Paderno

Il piccolo Santuario della Madonna della Rocchetta si trova nel cuore del Parco Regionale Adda Nord, nel tratto denominato Ecomuseo Adda di Leonardo e fa parte del cammino di Sant’Agostino.
Situato nel comune di Paderno d’Adda, ma facente parte della Parrocchia di Cornate, il santuario gode di una posizione invidiabile dal punto di visto naturalistico e geografico, lì dove il  fiume Adda si divide dal Naviglio di Paderno.

@Domenico Valsecchi

Le sue radici affondano nel passato, se si considera che il santuario è stato edificato sui resti del “castrum qui nominatur Rauca item Coronatee che gli scavi archeologici hanno riportato alla luce reperti databili addirittura al periodo tardo-romano, attorno al V secolo d.C. Leggi tutto

La chiesa di San Cristoforo sul Naviglio

San Cristoforo è un suggestivo complesso costituito da due chiesette affiancate. Sorge sul percorso che conduceva a Milano dalla Lomellina, in un punto di passaggio obbligato nella rete dei vari corsi d’acqua. Per chi arrivava a Milano navigando sul naviglio, San Cristoforo in aperta campagna, era il segnale che mancavano pochi minuti all’attracco. È possibile che il sito fosse occupato un tempo da un tempio pagano; la cosa non è accertata, ma viene insinuata da varie fonti (Ausonio, Castiglioni, Tamborini). La titolatura al santo gigante dalla forza smisurata, patrono dei pellegrini, di fatto in molti casi sostituì quella a Ercole. Leggi tutto

La Torre del Sale ed il Naviglio Vallone

La Torre del Sale fu costruita in epoca medioevale durante il XIII secolo. Venne bombardata pesantemente tanto da venire distrutta nel 1943, durante la seconda guerra mondiale.

Secondo la tradizione, nella torre veniva immagazzinato il sale, tuttavia, alcuni storici tendono oggi a metterlo in dubbio. Il Naviglio cosiddetto Vallone metteva in comunicazione la Fossa interna con la Darsena, attraverso la celebre conca di Viarenna, che rese possibile superare il dislivello, consentendo così ai marmi provenienti da Candoglia ad immettersi nella Fossa interna e giungere fino al Laghetto di Santo Stefano, per venire poi lavorati nella Cascina degli Scalpellini, a pochi metri dal Duomo. Leggi tutto

Come funzionano le conche?

Tutti i vari canali che costituiscono la rete dei navigli hanno diverse altezze, per superare quindi questi dislivelli e consentire la navigazione sono state create le conche.

Navigazione all’interno della conca di Rozzano

Le conche o chiuse sono come una sorta di ascensore per le barche, che permettono a quest’ultime di salire o scendere il “gradino” che si è creato a causa del salto d’acqua.

Vediamo come funzionano:

1) La barca che giunge in prossimità del salto d’acqua entra nella vasca di riempimento della conca, limitata da due robuste porte vinciane, originariamente in legno. Leggi tutto

Due Sirenette in città…

Vi siete mai chiesti a cosa serve quel ponte di ghisa in mezzo al Parco Sempione, visto che sotto non ci passa nessun corso d’acqua?

In via Visconti di Modrone (all’epoca il lungo tratto del Naviglio interno di San Damiano), venne realizzata una passerella pedonale in ghisa, destinata a divenire un importante punto di riferimento per i milanesi dell’epoca…

Era il primo ponte metallico costruito in Italia: lo avevano inaugurato il 23 giugno 1842 al cospetto dell’Arciduca d’Austria Ranieri e il disegno era dell’architetto Francesco Tettamanti il quale, per abbellire l’opera, aveva fatto fondere nella ghisa le quattro Sirenette nella ferriera di Dongo sul lago di Como dalla ditta Rubini, Scalini e Falk &C Leggi tutto

Ponte dello scodellino

Il ponte dello Scodellino o della scodellina  è il prolungamento di Viale Gorizia verso piazza XXIV Maggio nel punto in cui il Naviglio Grande si immette nella Darsena di Milano.

Ponte dello scodellino vista Darsena

Sull’origine del suo nome ci sono due teorie. Secondo la più accreditata, Il ponte si chiama così perché attraversandolo, i battaglieri dovevano pagare il transito con uno scudello, ovvero una moneta dal valore di un quarto di scudo. Secondo l’altra teoria, in passato i conducenti dei barconi, i cosiddetti “comballi”, che trasportavano sabbia e altri materiali, erano soliti fermarsi presso l’Osteria del Pallone che si trovava nelle immediate vicinanze del ponte per farsi dare una scodella di minestra bollente, soprattutto nelle fredde giornate autunnali e invernali. Leggi tutto

“El barchett de Boffalora”

Nel corso del XIX secolo, il Naviglio Grande era solcato soprattutto dai “barchett“, le barche corriere che partivano da Gaggiano, Abbiategrasso, Boffalora, Cuggiono e Turbigo e trasportavano i passeggeri e la corrispondenza fino alla Darsena di Milano.

Le prime notizie certe di questo servizio di trasporto passeggeri, risalgono al 1645, con una cadenza regolare da Tornavento fino alla darsena di Milano. Questa data è certificata da un documento del 15 giugno 1645, della “morta subitanea” di tale Gioanni Motter tedesco, avvenuta il 15 giugno 1645, appena giunto a Boffalora col Navetin (Barchetto). Gestito fin dal 1777 da Giuseppe Castiglioni e soci, barcaioli di Boffalora, il servizio era molto efficiente e fu utilizzato fino al 1913, quando la politica di modernizzazione intrapresa da Giolitti con l’inaugurazione della nuova linea tramviaria di Milano, ne decretò la fine. Il servizio era in funzione in tutte le stagioni e impiegava in tutto tre persone: due a bordo e uno a terra per incitare e controllare i cavalli che trascinavano il barcone dalla sponda. Leggi tutto

Come si navigava sui Navigli?

Come facevano a navigare i barconi lungo i Navigli Milanesi?

Ti sei mai chiesto come navigavano i barconi senza motore che scendevano e risalivano i nostri Navigli?

I barconi, che si distinguevano a seconda delle dimensioni (cagnone, mezzane, borcelli o mangani) discendevano i Navigli utilizzando la corrente acquatica, sfruttando quindi la pendenza del canale.

Molto spesso, nel Novecento, le imbarcazioni che navigavano sul Naviglio Grande partivano dalle cave di sabbia o ghiaia poste lungo il canale e arrivavano fino in Darsena a Milano.

Sul Naviglio Pavese invece, oltre alla sabbia (la rena in milanese), si trasportavano soprattutto prodotto caseari come formaggi o latticini, che giungevano in città dall’Oltrepò. Molto spesso i naviganti, per non pagare il dazio in Darsena, si fermavano pochi metri prima, nel Bordo di San Gottardo, detto anche il “Burg dei furmagiatt Leggi tutto

Il laghetto di Santo Stefano

Inizialmente i barconi che trasportavano i marmi estratti dalle cave di Candoglia, necessari per la costruzione del Duomo, arrivavano a Milano fino al Laghetto di S. Eustorgio (l’attuale Darsena di Porta Ticinese) a circa 2 km dal Duomo, pieni di migliaia di tonnellate del prezioso materiale, percorrendo così l’ultimo tratto via terra.

All’inizio del ‘400, l’importante invenzione tecnica delle conche di navigazione (in seguito perfezionate da Leonardo da Vinci) riuscì a risolvere questo problema: infatti nel 1439, con la costruzione della Conca di Viarenna e il collegamento alla Cerchia interna, le imbarcazioni arriveranno fino al Laghetto di S. Stefano, bacino scavato appositamente, a soli trecento metri dal Duomo; da lì i blocchi di marmo, dopo essere stati caricati con apposite gru (chiamate “falcone” e “falconetto”), percorrevano gli ultimi metri su robusti carri fino alla “Cascina degli Scalpellini“, per essere poi trasformati in statue, fregi, doccioni e guglie. Leggi tutto

La “Baia del Re”

Cos’era la “Baia del Re” e dove si trovava?

La Baia del Re era un quartiere di Milano nato in un’area di aperta campagna, nel sud della città, situato nei pressi dell’attuale zona 5, per la precisione, nell’odierno quartiere Stadera, affianco al Naviglio Pavese.

Il “Gamba de Legn” al Piazzale Carrara nel 1934

La storia

Nel 1926 lo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) costruì 1886 alloggi per le famiglie povere e gli sfrattati che abitavano nelle baracche del comune in zona Ticinese.

Il regime chiamò inizialmente il quartiere “28 ottobre” in ricordo della Marcia su Roma, ma gli abitanti, che erano quasi tutti operai, rifiutarono il nome e lo ribattezzarono Baia del Re ispirandosi al comandante Umberto Nobile. Leggi tutto