Come si navigava sui Navigli?

Come facevano a navigare i barconi lungo i Navigli Milanesi?

Ti sei mai chiesto come navigavano i barconi senza motore che scendevano e risalivano i nostri Navigli?

I barconi, che si distinguevano a seconda delle dimensioni, discendevano i Navigli utilizzando la corrente acquatica, sfruttando quindi la naturale pendenza del canale.

Molto spesso, nel Novecento, le imbarcazioni che navigavano sul Naviglio Grande partivano dalle cave di sabbia o ghiaia poste lungo il canale e arrivavano fino in Darsena a Milano.

Sul Naviglio Pavese invece, oltre alla sabbia (la rena in milanese), si trasportavano soprattutto prodotto caseari come formaggi o latticini, che giungevano in città dall’Oltrepò. Molto spesso i naviganti, per non pagare il dazio in Darsena, si fermavano pochi metri prima, nel Bordo di San Gottardo, detto anche il “Burg dei furmagiatt Leggi tutto

Il laghetto di Santo Stefano

Inizialmente i barconi che trasportavano i marmi estratti dalle cave di Candoglia, necessari per la costruzione del Duomo, arrivavano a Milano fino al Laghetto di S. Eustorgio (l’attuale Darsena di Porta Ticinese) a circa 2 km dal Duomo, pieni di migliaia di tonnellate del prezioso materiale, percorrendo così l’ultimo tratto via terra.

All’inizio del ‘400, l’importante invenzione tecnica delle conche di navigazione (in seguito perfezionate da Leonardo da Vinci) riuscì a risolvere questo problema: infatti nel 1439, con la costruzione della Conca di Viarenna e il collegamento alla Cerchia interna, le imbarcazioni arriveranno fino al Laghetto di S. Stefano, bacino scavato appositamente, a soli trecento metri dal Duomo; da lì i blocchi di marmo, dopo essere stati caricati con apposite gru (chiamate “falcone” e “falconetto”), percorrevano gli ultimi metri su robusti carri fino alla “Cascina degli Scalpellini“, per essere poi trasformati in statue, fregi, doccioni e guglie. Leggi tutto

La “Baia del Re”

Cos’era la “Baia del Re” e dove si trovava?

La Baia del Re era un quartiere di Milano nato in un’area di aperta campagna, nel sud della città, situato nei pressi dell’attuale zona 5, per la precisione, nell’odierno quartiere Stadera, affianco al Naviglio Pavese.

Il “Gamba de Legn” al Piazzale Carrara nel 1934

La storia

Nel 1926 lo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) costruì 1886 alloggi per le famiglie povere e gli sfrattati che abitavano nelle baracche del comune in zona Ticinese.

Il regime chiamò inizialmente il quartiere “28 ottobre” in ricordo della Marcia su Roma, ma gli abitanti, che erano quasi tutti operai, rifiutarono il nome e lo ribattezzarono Baia del Re ispirandosi al comandante Umberto Nobile. Leggi tutto

Navigazione a titolo dimostrativo sul naviglio Pavese.

Tratta Rozzano – Moirago A/R, totale 3 Km
Svoltasi dal 4 al 9 aprile 2017

Nel corso della seconda edizione della Fiera del Lavoro Indipendente svoltasi a Rozzano, principalmente all’interno dello spazio espositivo di Cascina Grande, nei giorni 4 e 5 aprile 2017, è stata organizzata una navigazione sperimentale a titolo dimostrativo sul Naviglio Pavese, nel tratto compreso tra la conca di Cassino Scanasio e la conca di Moirago, per un totale di 3 Km, un chilometro e mezzo per l’andata e un chilometro e mezzo per il ritorno. L’iniziativa si è svolta da martedì 4 aprile, con la navigazione di apertura riservata solamente alle delegazioni, tra i quali i Sindaci di Zibido San Giacomo e Rozzano, i responsabili di Navigli Lombardi e Canale Villoresi e alcuni giornalisti, fino a domenica 9. L’evento è  stato anche inserito all’interno delle iniziative del Fuorisalone della Milano Design Week 2017.

L’imbarcazione utilizzata è un modello di taxi veneziano, chiamato “Il Corsaro dei Navigli”, facente parte della flotta del Consorzio Navigare l’Adda. Si tratta di un lussuoso motoscafo bianco in legno e vetroresina con un’elegante cabina dove poter sedere comodamente, affacciarsi dal tetto scorrevole e gustarsi il paesaggio tra le rive del naviglio di Pavia.

Il Percorso

L’ imbarcadero, creato “ad hoc” per l’iniziativa, era posto qualche metro più avanti della chiusa di Rozzano, chiamata conca di Cassino, poiché si trova sul territorio di Cassino Scanasio, una frazione del Comune di Rozzano, e corrisponde alla terza chiusa del Naviglio Pavese.
In corrispondenza della conca, si trova l’edificio, oggi ormai abbandonato, delle ex Filature de Schappe di Lione, attive nel territorio dal 1898 al 1953.

Dopo l’inversione di marcia, la navigazione proseguiva dritta per 1,5Km fino alla chiusa successiva, ovvero la conca di Moirago, posta nell’omonima frazione del comune di Zibido San Giacomo.
L’itinerario, per quanto breve, è stato molto intenso e rilassante, immersi nel verde del Parco Agricolo Sud di Milano.

La capienza massima dei passeggeri era di 15 persone, escluse il comandante e la guida, che aveva il compito di arricchire la navigazione con racconti e aneddoti; senza dubbio una figura  indispensabile a bordo del motoscafo per apprezzare meglio la navigazione e cogliere fino in fondo la bellezza e l’importanza di poter navigare nuovamente su questo canale, che dal 1978 è stato declassato a canale agricolo, cioè adibito solamente all’irrigazione dei campi circostanti.

Così, per allietare i 30 minuti di navigazione, la guida ha dapprima iniziato a introdurre e presentare il Naviglio Pavese in se’, con la sua storia e le sue caratteristiche, successivamente ha spiegato il funzionamento delle chiuse e raccontato aneddoti e curiosità del territorio circostante.

Al ritorno, la navigazione prevedeva una spettacolare entrata all’interno della vasca di riempimento della chiusa di Rozzano, un’esperienza davvero unica ed emozionante.
Si aveva la cascata della conca a pochi metri, tanto che arrivano persino gli schizzi dell’acqua, e in questo modo si poteva meglio osservare le bocche, le portine ed i portoni, oggi ormai non più funzionanti, che servivano per il funzionamento della chiusa. Dopo di che si usciva a marcia indietro dalla vasca e ci si attraccava al “molo”.
Il viaggio inaugurale, dopo quello riservato solamente alle delegazioni, è stato effettuato da alcuni signori, soci del centro anziani di Quinto Stampi, frazione del Comune di Rozzano, che sono stati anche intervistati dal giornalista Massimiliano Saggese per Il Giorno.
Qui di seguito viene riportato un estratto dell’articolo “Rozzano, in barca sul Naviglio Pavese”:

“Alla prima sul “Corsaro” anche un pensionato di 85 anni, Gianluigi Chizzini: «Amo il Naviglio, sono in pensione da 33 anni e tutti i giorni in bicicletta lo costeggio arrivando anche fino alla Certosa di Pavia: percorrerlo a bordo di una barca è un sogno».
In molti sperano che nel prossimo futuro la navigazione del Naviglio sia possibile da Milano fino a Pavia come spiega  Tommaso Porcù, del centro anziani di Quinto: «Poter navigare il Naviglio e vedere luoghi storici da una prospettiva particolare è impagabile.
Speriamo che nel prossimi futuro diventi un mezzo di trasporto fisso».”

L’articolo completo è consultabile al seguente link:
http://www.ilgiorno.it/sud-milano/cronaca/navigli-navigazione-1.3019315

Referendum 5: ripristino della Darsena e riapertura dei Navigli

Il Corriere della Sera. 07 giugno 2011
Milano-referendum 5: ripristino della Darsena e riapertura dei Navigli

«Volete voi che il Comune di Milano provveda alla risistemazione della Darsena quale porto della città ed area ecologica e proceda gradualmente alla riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi sulla base di uno specifico percorso progettuale di fattibilità?»

«Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all’anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale».

LE RAGIONI DEI «SÌ»

Vota sì chi vuole che il Comune si impegni nel ripristino della Darsena anche come area ecologica e si riattivi gradualmente il sistema dei Navigli sotto il profilo idraulico e paesaggistico.

Se vince il sì

La prima parte del quesito riguarda appunto la Darsena. L’idea, del comitato promotore, è quella di trasformarla in un porto turistico per valorizzare l’idrovia Locarno-Milano-Venezia, «tra le più belle del mondo», spiega Empio Malara dell’Associazione Amici dei Navigli. I lavori per la tratta sono partiti nel 1998 e stanno per essere ultimati. «In quasi tutti i Paesi europei stanno realizzando canali turistici. È successo a Parigi con il Saint-Martin, a Londra con il Regent’s». Insomma, secondo l’associazione questa è un’opportunità di cui potrebbe usufruire tutta la città, senza interventi invasivi. Al contrario, la riapertura dei Navigli è un’operazione più complessa. «Bisogna prima risolvere il problema del traffico. Poi si può pensare di riportare alla luce l’acqua della Cerchia dei Navigli», continua Malara. Ma un primo passo può essere compiuto con il progetto dell’associazione, già approvato dal Comune. E ha come obiettivo il restauro della Conca di Viarenna, la riapertura del bacino antistante e riconnessione della Conca alla Darsena. Un intervento che costa oltre 8 milioni di euro. «Questo è stato l’ultimo tratto a essere coperto. E potrebbe essere il primo a rivedere la luce».

LE RAGIONI DEI «NO»

Non c’è alcun impegno per il Comune a realizzare le opere oggetto del referendum.

Se vince il no

Il progetto per la riapertura di una parte del Naviglio, portato avanti dall’Associazione Amici dei Navigli, potrebbe essere messo da parte. E la riqualificazione della Darsena, ora in stallo a causa della battaglia legale sul parcheggio, andrebbe avanti.”

 

Analisi esplorativa dei dati del referendum per il progetto di riapertura dei Navigli del Prof. P. Inghilleri e della Dr. E. Riva del GRuPSA (Gruppo di Ricerca in  Psicologia Sociale e Ambientale – dell’Università Statale)

“Il referendum sulla riapertura del sistema navigli ha avuto in media 94,3% di pareri affermativi. Con tale range di risultati non è quindi possibile dare alle variazioni di voto per le diverse aree cittadine un peso oggettivo, ma si possono solo considerare tali variazioni come indicatori di massima. Fatto salvo quanto fin ora esposto, e le dovute precauzioni che ne conseguono, è necessario constatare che circa la metà dei cittadini milanesi si sono espressi positivamente nei confronti della ristrutturazione e della valorizzazione dell’area dei navigli (anche se nel quesito non era resa evidente l’intenzione di effettiva riapertura). In particolare, si sono espressi maggiormente e favore i cittadini di zona 6 (che contiene la darsena – sì 94,9%), e meno favorevolmente quelli di zona 1 (complessivamente la più toccata dalla cerchia – sì 93,4% – no 6.6%). Le altre due aree interessate, zona 2 e zona 9, sono, subito dopo zona 1, quelle con voto meno favorevole (no 6% e 5,9%).

Approfondendo l’analisi esplorativa abbiamo selezionato alcune sedi di seggio (sommando i seggi presenti allo stesso civico) nelle 4 zone interessate, e abbiamo differenziato tra sedi di seggio in area coinvolta dal processo di sistemazione/rivalutazione dei navigli e sedi di seggio in area non coinvolta.

In zona 6 i seggi rappresentativi per l’area navigli/darsena raggiungono la quota di 96,3%, superando di 2 punti percentuali i seggi rappresentativi dell’area non-navigli. In zona 1 i seggi rappresentativi per l’area navigli/darsena superano di 1,5 punti percentuali i seggi rappresentativi dell’area non-navigli. Nelle zone 2 e 9, infine, i seggi rappresentativi per l’area navigli/darsena superano di 1 punto percentuale i seggi rappresentativi dell’area non-navigli. Le differenze continuano a non essere statisticamente significative, ma mostrano una tendenza dei cittadini votanti delle aree coinvolte dalla cerchia dei navigli ad un maggiore coinvolgimento sul tema della riqualificazione della cerchia dei navigli.” Tutti indizi che meritano un serio approfondimento.

 

Fonti:
– http://www.mumi-ecomuseo.it/content/view/30
– http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/referendum/notizie/milano-referendum-5_3ab8a59e-9119-11e0-9c7b-81ce3178052c.shtml

 

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