La via del marmo rosa: da Candoglia a Milano…a piedi!

5 giorni di cammino lungo l’antica strada del marmo rosa del Duomo di Milano: un itinerario tra storia, acqua e natura!

L’anno scorso mi arrivò una mail in cui un certo signor Giorgio, dopo avermi fatto i complimenti per il sito di Navigli Reloading, mi chiedeva informazioni riguardo l’ultimo tratto del viaggio dei marmi del Duomo: dalla Darsena al Laghetto di Santo Stefano.

Questa sua richiesta nasceva dall’idea di percorrere a tappe l’intero percorso dei marmi rosa del Duomo di Milano: da Candoglia alla cattedrale meneghina.

Tuttavia, causa ritorno del covid, Giorgio ha dovuto (nuovamente) rimandare il suo cammino…

E così, qualche mese fa, Giorgio mi ha contattato nuovamente per informarmi che, finalmente, il giorno tanto atteso era arrivato: il 6 dicembre sarebbe iniziato il suo cammino, anzi, il loro cammino. A Giorgio ha deciso di unirsi anche la moglie e compagna di cammini Maria Teresa.

Ovviamente, non potevo perdermi l’arrivo a Milano di questa “temeraria” coppia: volevo conoscerli e scambiare due parole con loro, raccontandogli un po’ qualche informazione storica e qualche curiosità sui “miei” amati Navigli…

Io e Giorgio sopra la Darsena, mentre gli mostro la posizione dell’antico laghetto di Sant’Eustorgio

Intervista a Giorgio e Maria Teresa: esperti camminatori e (neo)amanti dei Navigli

Giorgio Arcioli (69 anni) e Maria Teresa Tedeschi (71) sono una coppia di Premosello -Chiovenda (VB), un piccolo paesino della Val d’Ossola, vicino a Domodossola, sposati dal 1975, amanti di camminamenti lenti ed escursioni in montagna; una passione accresciuta dopo aver ottenuto la pensione.

Oltre ai più conosciuti cammini, come quello di Santiago, Giorgio e Maria Teresa hanno “ideato” anche dei loro cammini, principalmente lungo i laghi prealpini.

Come vi é venuta l’idea di percorrere questo “antico” viaggio?

“L’interesse per questo nuovo cammino mi é stato trasmesso dalle molteplici sollecitazioni di Maria Teresa che, essendo di Candoglia ed abitando a pochi passi dalle cave della Veneranda Fabbrica del Duomo, sin da piccola era interessata al lungo percorso che facevano i marmi dal suo paesino fino a Milano.

Mentre, l’interesse per i Navigli è stato consequenziale all’interesse per il trasporto del marmo di Candoglia; conoscevo le vie d’acqua dei fiumi e dei laghi, ma non quello dei Navigli. Solamente dopo aver letto diversi articoli e visionato moltissime foto sul web, tra cui quelle del tuo sito “Navigli Reloading”, é nata dapprima una forte curiosità e in seguito un grande interesse per questo nuovo mondo delle vie d’acqua.

Così, dopo oltre due anni di preparazione, leggendo alcuni libri, visitando alcuni siti attinenti e leggendo diversi percorsi ciclistici (non ho trovato nessuna informazione o testimonianza per il percorso fatto a piedi), abbiamo predisposto nero su bianco quello che sarebbe stato il nostro cammino: “La via del marmo rosa a piedi”.

Purtroppo, causa Covid, abbiamo dovuto posticiparlo più volte, finché abbiamo deciso di partire, nonostante il periodo poco favorevole – in inverno e con i navigli in asciutta”

Giorgio e Maria Teresa sui navigli a Milano alla (quasi) fine del loro cammino

Quali tappe avete fatto e quanto ci avete messo?

Abbiamo percorso in totale 125 km circa, di cui:     

  • 10 km lungo il Fiume Toce 
  • 31,5 km lungo il Lago Maggiore
  • 18 km lungo il Fiume Ticino
  • 12 km lungo i Canali Villoresi e Industriale
  • 8,5 km lungo il “Vecchio” Naviglio Grande
  • 43 km lungo il Naviglio Grande
  •  2 km in città (dalla Darsena al Duomo)

Abbiamo deciso di organizzare il percorso in 5 tappe, iniziando a camminare dalla mattina presto, così da non viaggiare con il buio, visto che, essendo inverno, il sole tramonta presto.

Queste le tappe che abbiamo organizzato:

  1. Da Candoglia a Belgirate (6 dicembre): km 26,7 – cammino effettivo h. 5,45
  2. Da Belgirate a Coarezza (7 dicembre): km 27 – cammino effettivo h. 6,05
  3. Da Coarezza a Turbigo (8 dicembre): km 24,6 – cammino effettivo h. 7
  4. Da Turbigo ad Abbiategrasso (9 dicembre): km 23,6 – cammino effettivo h. 6,25
  5. Da Abbiategrasso a Milano Duomo (10 dicembre): km 23,7 – cammino effettivo h. 5,40
Candoglia: monumento alla Fabbrica del Duomo

La via del Marmo rosa a piedi: diario di viaggio

Da Candoglia a Belgirate

Primo giorno: non vedevamo l’ora di partire! In noi c’era un misto di tensione ed euforia, tensione che, nel giro di poco, é svanita lasciando posto solo ad una dolce sensazione ed una grossa felicità.

E’ stato bello passare subito accanto alla passerella per Ornavasso, dove, poco sotto, il marmo anticamente iniziava il suo lungo viaggio via acqua…

Siamo arrivati dapprima a Gravellona Toce, dove il fiume Toce riceve le acque del torrente Strona, e poi abbiamo camminato non distanti dal Montorfano, un vero blocco di granito bianco alto circa 800m che divide il Lago di Mergozzo dal Maggiore, ammirando, da lontano, le tre perle del Golfo Borromeo (le isole Madre, Pescatori e Bella), mentre proseguivamo accanto agli splendidi alberghi di Baveno, Stresa e alle famose ed antiche ville di Belgirate.

Da Belgirate a Coarezza

Secondo giorno: uno dei momenti più suggestivi è stato sicuramente ammirare da lontano l’incantevole Eremo di Santa Caterina del Sasso, posizionato a strapiombo sulla sponda lombarda.

Un momento toccante invece è stato passare il piccolo golfo di Lesa e fermarsi qualche istante a Meina, davanti ad un cippo dove, fino a pochi anni fa, sorgeva l’Hotel Meina (ora demolito) che nel settembre del 1943 fu teatro di un efferrabile strage, dove furono trucidati 16 ebrei italiani.

In seguito abbiamo ammirato splendide ville antiche e scorto da lontano, su in alto, il “San Carlone”, la gigantesca statua in rame e bronzo, rappresentante San Carlo Borromeo, costruita alla fine del XVII secolo.

Eremo di Santa Caterina del Sasso, visto da Belgirate

Abbiamo proseguito il nostro cammino, passando da Dormelletto, vicino alla riserva naturale speciale dei canneti, dove abbiamo visto gli splendidi cavalli della famosa razza dei “Dormello-Olgiata”.

In seguito, a Castelletto Ticino, ci siamo fermati a visitare un Museo all’aperto: il Gottard Park (viaggio nella storia dei mezzi), per poi attraversare il famoso doppio ponte in ferro che ci fa passare il Ticino verso la Lombardia.

Infine arriviamo a Sesto Calende, dove rimaniamo estasiati dalla bellezza del corso del Ticino e, camminandogli affianco, arriviamo fino alla Diga della Miorina.

Da Coarezza a Turbigo

Terzo giorno: ci siamo fermati ad ammirare le antiche dighe di Panperduto e dove abbiamo visto “nascere” il canale Villoresi ed il canale Industriale. Abbiamo anche camminato, con un certo timore, sull’alzaia che li divide.

Successivamente siamo saliti a Tornavento e, da un punto panoramico, abbiamo ammirato le nostre amate montagne ed il Monte Rosa.

Infine, siamo scesi al Ponte di Oleggio per vedere l’incile del Vecchio Naviglio Grande.

Camminando lungo l’alzaia tra Villoresi e Canale Industriale

Da Turbigo ad Abbiategrasso

Quarto giorno: nonostante la pioggia vediamo il vero Naviglio Grande al massimo della sua portata (anche se solo per un corto tratto) poi pochissima acqua, causa lavori molto più a valle.

A Castelletto di Cuggiono siamo rimasti estasiati dalla grandiosa scalinata che dal Naviglio porta alla Villa Clerici – ormai in stato di forte abbandono -, a Boffalora sopra Ticino, invece, vediamo posato sul greto del Naviglio una fedele riproduzione recente del “Barchett de Boffalora”, che faceva servizio postale e trasporto persone fino a Milano fino all’inizio del XX° secolo.

Successivamente, vediamo anche alcune delle molte e famose ville di delizia di Robecco sul Naviglio e di Cassinetta di Lugagnano.

Infine arriviamo ad Abbiategrasso, dove, prima di fermarci in hotel, notiamo la particolare curva – quasi 90° – del Naviglio Grande per prendere la direzione verso Milano: qui inizia il Naviglio Bereguardo.

Da Abbiategrasso al Duomo di Milano

Quinto giorno: c’é una certa euforia, stiamo per terminare la nostra “Via del marmo rosa”. Dopo aver passato alcune vecchie fattorie, siamo arrivati a Gaggiano, abbiamo proseguito per Trezzano sul Naviglio e quindi Corsico.

Infine, giunti finalmente a Milano, ci siamo fermati ad ammirare il vecchio e famoso ponte mobile in ferro della Richard Ginori, costruito nel 1908, che permetteva alternativamente sia il passaggio dei treni che delle imbarcazioni lungo il Naviglio.

Poco più avanti, visitiamo l’antica e graziosa chiesetta di San Cristoforo e percorriamo tra una moltitudine di turisti l’ultimo tratto del Naviglio Grande – caratterizzato da una miriade di locali – fino alla più tranquilla Darsena, dopo aver passato il famoso ponte dello scodellino e poco più in là l’incile del Naviglio pavese e, staccato di poco, il cavo ticinello (scolmatore).

Infine, dopo aver percorso l’ultimo tratto a piedi – proprio come i marmi prima della costruzione della Conca di Viarenna – ci troviamo davanti all’incredibile ed affascinante Duomo, che già solo la sua vista merita la camminata“!

Io e Maria Teresa sul ponte dello Scodellino

La via del marmo rosa: un nuovo cammino turistico?

Dopo aver conosciuto la loro storia e aver seguito il loro cammino, pieno di curiosità, ho voluto fargli qualche domanda riguardo le possibilità turistiche legate a questo itinerario…

Vi sarebbe piaciuto poter unire al cammino anche un’escursione in barca sui Navigli? Come vedreste la possibilità di un itinerario misto “barca + piedi”?

Da veri amanti dei cammini, fare un tratto in barca, invece che a piedi, diremmo di no… si snaturerebbe il senso in sé del cammino a piedi, appunto.

Più interessante invece sarebbe terminare il cammino a piedi e poi fare, magari il giorno dopo, un’escursione in barca. Si potrebbe pensare anche di effettuare il ritorno in barca, anziché in treno per esempio. Potrebbe infatti essere una bellissima idea!

Poter rivedere i luoghi appena percorsi a piedi da un altro contesto – sull’acqua – senza il peso dello zaino, senza la fatica del camminare e con la mente sgombra e rilassata. Dovrebbe essere molto bello ed anche gratificante, pensando al cammino fatto“.

Da esperti e appassionati di cammini, questo itinerario che avete appena concluso, potrebbe diventare un cammino riconosciuto, al pari di quelli più famosi da voi già percorsi?

Si, pensiamo proprio che possa avere tutte le caratteristiche per divenire un importante cammino, che può aggiungersi ai tanti che già abbiamo su questa nostra ineguagliabile penisola.

Ovviamente, il suo punto di forza è la bellezza e l’unicità dei territori che lo circondano, dove la storia si mescola alla naturamolte volte incontaminata.

E’ veramente sorprendente la varietà dei territori che si attraversano: si passa dalla vallata pedemontana, alla zona lacustre, fino alla pianura padana, la cosiddetta “bassa”.

Si tratta di un itinerario con una lunghezza non eccessiva, percorribile, appunto, in 5 giorni -a differenza di molti altri cammini più lunghi – di conseguenza, chiunque in pochi giorni di ferie può decidere di percorrerlo.

Inoltre, essendo comunque un cammino più che altro in pianura, si può percorrerlo in qualunque stagione – noi lo abbiamo fatto a ridosso dell’inverno appunto – godendo di inverni non troppo rigidi ed estati non troppo calde, grazie alla presenza mitigatrice dell’acqua.

Non dobbiamo dimenticare inoltre la facilità di trovare alloggi e servizi, oltre che alla comodità dei trasporti, utili ad esempio per rientrare a riprendere la vettura al punto di partenza, in quanto la stazione di Mergozzo é servita dalla linea ferroviaria Milano -Domodossola, mentre la stazione di Ornavasso dalla linea ferroviaria Novara -Domodossola.

Infine, da non sottovalutare, la mancanza di un dislivello importante, che facilita il cammino e lo rende quindi percorribile da chiunque.

Forse, l’unica criticità che possiamo trovare, per essere pignoli, é che il cammino passa per una ventina di chilometri sulla strada statale senza marciapiede, comunque mai pericoloso in quanto il traffico é molto limitato passando poco sopra l’autostrada ed inoltre la strada litoranea del lago, almeno sulla parte piemontese, ha un certo fascino, quasi come la vecchia Aurelia dalla parte di Noli...

Quindi, come suona meglio: “Il Cammino dei marmi del Duomo” oppure “La via del marmo rosa a piedi”?

Lasciamo a voi decidere!

Giorgio e Maria Teresa sul ponte intitolato ad Alexander Langer in Darsena

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2 risposte a “La via del marmo rosa: da Candoglia a Milano…a piedi!”

  1. Ho letto con molto interesse questa bellissima esperienza fatta da Giorgio e Maria Teresa Sono veramente ammirevoli e riscoprono percorsi meravigliosi dei nostri territori Non posso che rinnovare il mio augurio di poterci far presto rivivere un altra bellissima condivisione Grazie di cuore ❤️ Complimenti ❤️

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