Navigli e Salute mentale e fisica: un binomio perfetto

Come può la rigenerazione dei canali e dei fiumi nelle città migliorare la salute delle comunità?

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E’ ormai usanza comune ritenere che il contatto con la natura porti benefici all’uomo.

Questo perchè, quando ci ritroviamo a passeggiare in un bosco, circondati dal verde, lontano dal rumore delle metropoli e respirando aria pulita, ci sentiamo meglio. Ritroviamo il nostro legame con il mondo che ci circonda e ci sentiamo un tutt’uno con la natura.

Attraverso questo articolo voglio mostrarti alcuni studi condotti sui benefici degli spazi verdi e blu sull’uomo e su come questi potrebbero essere estesi anche al nostro sistema dei Navigli: dorsali verdi e azzurre che “tagliano” le nostre città e le collegano alle altre.

Infatti, con i nostri Navigli, abbiamo la fortuna di avere in un unico “contesto” la presenza di entrambi gli spazi: il verde dei parchi, delle alzaie e dei campi coltivati, e l’azzurro dei navigli e delle rogge che da questi si diramano.

Naviglio Pavese a Rozzano (MI)

Premessa sociologica e geografica

Secondo una ricerca del WHO, più del 55% della popolazione mondiale vive in aree urbane, percentuale che dovrebbe aumentare al 68% entro il 2050.

Questo significa che spazi verdi e spazi blu influenzano la qualità di vita di oltre metà della popolazione mondiale.

Le Nazioni Unite, infatti, supportano la promozione dello sviluppo delle aree verdi urbane e lo ritengono un impegno necessario sia per il miglioramento della qualità della vita, sia per l’affermazione civica del principio di comunità.

Il professor Francesco Vallerani, docente di Geografia dell’Università di Padova, nel libro “Il Turismo Fluviale in Italia“, afferma che, attualmente, “uno degli aspetti più rilevanti che connota le nuove attitudini sociali delle popolazioni che vivono in contesti fortemente antropizzati come la pianura padana è una crescente sensibilità ecologista.

Da questa premessa, è agevole comprendere l’importanza degli elementi idrografici, sia come fattualità geografica ampiamente considerata dai tradizionali discorsi scientifici (geografico, storico, sociale…) sia come spazio mentale, delle percezioni e delle relative rappresentazioni, delle dinamiche esistenziali e delle complesse interazioni tra i diversi attori“.

Vallerani sostiene inoltre che la definizione di corridoi fluvialievoca un assetto territoriale di transizione tra i sistemi terrestri ed acquatici, una sorta di oasi lineare che molto spesso si snoda anche all’interno di regioni fortemente antropizzate.”

Naviglio Martesana a Cassina de Pomm a Milano

I benefici sull’uomo conferiti dagli “spazi verdi” e dagli “spazi blu”

La giornalista scientifica Simona Re, in un suo recente – e molto interessante – articolo sostiene che “le aree naturali nell’ambiente urbano, che includono “spazi verdi”, come parchi e giardini, e “spazi blu”, come canali e specchi d’acqua, rivestono un ruolo fondamentale per la salvaguardia del benessere fisico e mentale, producendo benefici anche sul fronte dell’inquinamento atmosferico e acustico, climatico e della biodiversità.

Spazi verdi e benefici sull’uomo

Secondo la letteratura, il verde urbano contribuisce al nostro benessere attraverso diversi fattori, dalla promozione dell’esercizio fisico e dei contatti sociali alla riduzione dell’incidenza di importanti patologie.

Infatti, i bambini che trascorrono più tempo nel verde presentano una riduzione dell’incidenza di disturbi del comportamento, e in particolare un miglioramento dei sintomi dell’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività).

Esercizio fisico

L’abbondanza del verde urbano aumenta i livelli di attività fisica, tant’è che la semplice passeggiata, rappresenta l’attività fisica più frequente nelle città.

Rapporti sociali

Il verde cittadino è inoltre molto importante anche per l’aspetto della coesione sociale, in quanto favorisce l’aggregazione e lo scambio di interazioni.

Salute

Infine, come già detto, le aree verdi fanno bene al nostro benessere mentale e fisico. Questo perché, attraverso la creazione di aree verdi, si riduce l’inquinamento acustico e atmosferico, nonché la riduzione della sensazione di affollamento tipico delle grandi metropoli.

Al benessere mentale si aggiunge poi quello fisico, infatti, uno studio tedesco ha evidenziato che il rischio di ammalarsi si riduce sensibilmente in presenza di aree verdi entro il raggio di 1 km dalla residenza.

Grazie alle aree verdi si riducono quindi patologie cardiovascolari, muscoloscheletriche, neurologiche, respiratorie e digestive, e risultano particolarmente significative per la combattere la depressione ed i disturbi d’ansia.

Gli studi
Le prime ricerche

I primi studi sugli effetti degli spazi verdi e blu sull’uomo risalgono agli anni Settanta-Ottonata. Tra i pionieri spiccano Roger Ulrich, noto per l’importante contributo nella definizione dell’evidence-based healthcare design, e gli psicologi Rachel Kaplan Stephan Kaplan.

Ulrich dimostrò che la visione di contesti urbani più naturali favorisce un più rapido recupero dalle situazioni di stress, riprendendo i meccanismi della teoria della rigenerazione (ART, Attention Restoration Theory), dove la visione o il contatto con la natura sono considerati utili stratagemmi di rilassamento e di reindirizzamento dell’attenzione.

Insieme al recupero dallo stress e dall’affaticamento mentale, gli effetti calmanti del verde agirebbero anche nei confronti di stati d’animo come la rabbia, l’ansia e la tristezza.

Lo “shinrin-yoku” giapponese

La terapia alla base dello shinrin-yoku prende spunto dal ramo della scienza medica che sostiene che trascorrere tempo nella natura porti diversi benefici per la salute.

Una serie di studi del 2010, ha scoperto che quando le persone passano alcune ore in un ambiente più naturale, ricco di piante e alberi, vi è un aumento della funzione immunitaria, che si traduce in una concentrazione inferiore di cortisolo (il cosiddetto “l’ormone dello stress”), una diminuzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.

Lshinrin-yoku (letteralmente “bagno nella foresta”) può portare inoltre a diminuire lo stress e aiutare a combattere la depressione.

Il Parco delle Rogge a Rozzano (MI)

Spazi blu e benefici sull’uomo

Premessa storica

Paolo Sorcinelli, docente di Storia Sociale presso l’Università di Bologna, all’interno del suo libro “Storia sociale dell’acqua. Riti e culture“, racconta come l’acqua abbia assunto diverse connotazioni per l’uomo nel corso dei secoli.

L’acqua è stata intesa prima come elemento cosmologico all’origine del mondo, poi come elemento sacro, utilizzata per atti purificatori, e infine come elemento di benessere e status symbol: “ad un maggiore utilizzo dell’acqua per l’igiene e per la cura del corpo è corrisposto un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione”.

“Tra tutti gli elementi presenti in natura, l’acqua è un elemento essenziale, simbolo di vita che, scorrendo, trasmette benessere alle comunità”

 Paolo Sorcinellidocente di Storia Sociale presso l’Università di Bologna. 

Non a caso,  i centri abitati nascevano lungo i corsi d’acqua: in un rapporto proporzionale, più acqua c’era, più le città erano ricche, perché grazie all’acqua potevano svolgere moltissime attività alla base dell’economia del tempo.

(Pensiamo per esempio alla città di Milano che grazie alla realizzazioni dei Navigli è riuscita ad accrescere ed espandere i suoi commerci in tuta Europa).

I benefici

Secondo un’indagine del 2012 condotta in Germania a Colonia e Düsseldorf, la presenza di corsi d’acqua nelle città genera una maggior frequenza di esperienze positive e un forte attaccamento affettivo ai siti visitati.

Inoltre, secondo la scienza, la semplice vista e il suono dell’acqua, dalle onde del mare agli zampilli del fiume, possono aumentare il nostro benessere grazie ala riduzione della produzione del già citato cortisolo, aumentando inoltre la serotonina e trasmettendoci così una sensazione di pace e relax.

Uno sguardo sui navigli

Non è un caso, infatti, che gli stessi milanesi per rilassarsi in città si ritrovano molto spesso in Darsena o passeggiano lungo i Navigli a Milano.

Questo fatto risulta ancora più evidente nell’ultimo periodo segnato dalla pandemia Covid-19, quando per impossibilità ad uscire dal proprio Comune (o Regione) i milanesi si “riversavano a flotte” nella zona Navigli, per cercare un po’ di “evasione” e relax, che solo lo scorrere dell’acqua riesce a conferire.

Assembramenti in Darsena a Milano – Febbraio 2021. Credits: Repubblica

Gli studi condotti sui canali scozzesi

E’ stato condotto uno studio dalla Glasgow Caledonian University in collaborazione con Scottish Canals e facilitato da The Data Lab, in cui è emersa l’esistenza di un tasso di declino più rapido (3% annuo) dei tassi di mortalità nelle aree urbane vicine ai canali che hanno subito importanti trasformazioni e rigenerazioni, rispetto alle aree più lontane.

La ricerca, che ha esaminato l’impatto della rigenerazione lungo il canale Forth & Clyde nel nord di Glasgow, una delle aree più svantaggiate d’Europa, ha scoperto che è possibile ottenere significativi benefici per il benessere fisico e mentale investendo nella rigenerazione dei corsi d’acqua urbani.

L’obiettivo dello studio era fornire dati quantitativi che delineavano chiaramente il legame tra risultati positivi per la salute pubblica e la rigenerazione, la riqualificazione e il riutilizzo dell’infrastruttura del canale.

Il team di ricerca spera che i risultati possano essere utilizzati per plasmare la politica e le future decisioni di investimento da parte di operatori di canali e fiumi, autorità locali e governi a livello globale.

“La maggior parte delle città del mondo sono costruite intorno all’acqua, che si tratti di canali, fiumi o coste e questi spazi blu sono risorse sottoutilizzate per la salute pubblica. Questo studio (concentrato sul nord di Glasgow ndr.) dimostra che gli spazi blu urbani quando vengono sviluppati, investiti e gestiti correttamente possono avere un impatto sostanziale sulla salute della popolazione in tutto il mondo, poiché il modello è replicabile nella maggior parte delle città altrove”.

Sebastien Chastin, Autore del rapporto e professore di dinamiche comportamentali sulla salute presso la Glasgow Caledonian University.

Il professor Sebastien Chastin
Spazi verdi e blu per migliorare la salute mentale degli abitanti

Dopo aver effettuato e studiato diverse ricerche, Michael Georgiou, PhD Candidate, Impact of Blue Spaces on Health, Glasgow Caledonian University, ed il già menzionato Sebastien Chastin, nell’articolo “This is how urban ‘blue spaces’ can improve our health“, sostengono che le persone che vivono in aree con densità di popolazione più elevate hanno maggiori probabilità di soffrire di disturbi di salute mentale.

Secondo loro, una soluzione a questo problema potrebbe essere la creazione di spazi urbani verdi e blu (“urban green and blue spaces“), capaci di migliorare il benessere della popolazione e la loro salute mentale e fisica.

Diversi studi hanno infatti dimostrato che quando le persone sono più vicine alla natura sono meno stressate, migliorando così il loro umore e quindi la salute mentale (“mental health”).

 I ricercatori hanno ormai iniziato ad esaminare anche i benefici per la salute delle persone che vivono vicino all’acqua, ed hanno dimostrato che queste hanno un minor rischio di morte prematura, un minor rischio di obesità (perchè invoglia ad effettuare attività fisica) e infine una migliore salute mentale e benessere generale.

Credits: https://www.geplus.co.uk/news/scottish-canals-ground-probe-work-up-for-grabs-27-02-2020/

Spazi blu e realtà virtuali

Oggi, grazie alla tecnologia, sono stati realizzati anche diversi studi in cui si analizzano gli effetti dello “spazio blu” attraverso la realtà virtuale. Da queste ricerche hanno anche scoperto che le persone lo vedono come un luogo confortante, affascinante e preferibile a un ambiente “costruito”.

Spazi verdi e blu e benefici all’ambiente

Effetti climatici

La vegetazione sia erbacea che arborea, attraverso l’ombreggiatura e l’evapotraspirazione, consente di mitigare il fenomeno di riscaldamento e di ridurre i consumi energetici per la climatizzazione.

Inquinamento

Oltre alle automobili, un ruolo fondamentale dell’aumento dell’inquinamento cittadino lo giocano soprattutto le caldaie per il riscaldamento domestico.

I corsi d’acqua urbani potrebbero essere utilizzati per creare un sistema di riscaldamento e raffreddamento degli edifici mediante le pompe di calore.

L’associazione Riaprire i Navigli, sostiene infatti che “con l’utilizzo dei corsi d’acqua esistenti e coi pozzi di prima falda, si potrà realizzare un grande progetto di climatizzazione degli edifici utilizzando l’acqua come fonte energetica rinnovabile e quindi trasformare il sistema di generazione da gas/gasolio inquinante, ad elettrico con inquinamento locale zero”.

Biodiversità

Come effetto della distruzione e frammentazione degli habitat, la biodiversità costituisce uno degli obiettivi più sensibili degli effetti dell’urbanizzazione.

La già citata Simona Re, sostiene che “Grazie alla presenza di un ricco mosaico di habitat terrestri e acquatici, le nostre città offrono rifugio a numerose specie animali e vegetali. Nel determinare i livelli di biodiversità urbana, giocano un ruolo fondamentale la presenza di spazi verdi e di acqua, il tipo di vegetazione e di manutenzione del verde“.

Naviglio Grande a Gaggiano (MI)

Riqualificazione dei canali: incremento di ricavi pubblici e posti di lavoro

La riapertura dei canali scozzesi nel 2001 e il successivo finanziamento del governo scozzese negli ultimi 18 anni è stato il catalizzatore per sbloccare 1,53 milioni di sterline di investimenti pubblici e privati ​​in tutta la Scozia, trasformando i corridoi dei canali e sostenendo alcune delle comunità più sfidate della Scozia.

Catherine Topley, CEO di Scottish Canals, ha dichiarato: “I canali della Scozia sono stati trasformati negli ultimi 20 anni grazie agli investimenti del settore pubblico e privato, creando un valore economico significativo sotto forma di nuove case, posti di lavoro e crescita aziendale”.

I “Corridoi fluviali”, inoltre, dispongono spesso di attraenti scenari per il tempo libero dei residenti, come anche un sistema di offerte ben organizzate, tra cui itinerari turistici (e fluviali) in grado di connettere le molteplici attrattive del nostro patrimonio culturale.

La riapertura dei Navigli

Il progetto di Riapertura dei Navigli a Milano, oltre ad essere un importante opera idraulica, è soprattutto un’opera paesaggistica e ambientale, capace di portare innumerevoli benefici ai cittadini ed alla stessa città.

La creazione (riapertura) di un corso d’acqua cittadino, otre ai benefici mentali e fisici e già citati, e quelli ambientali, ci sono anche quelli economici.

Simona Re sostiene infatti che, “il valore delle aree verdi nelle nostre città si riflette anche sul piano economico. In Olanda, per un’abitazione con vista parco i prezzi salgono dell’8%. A Berlino, il valore dei terreni in prossimità dei parchi giochi cresce del 16%. La gestione di qualità degli spazi pubblici e della loro connettività produce inoltre un significativo impatto sull’economia locale incoraggiando le attività di investitori e imprenditori”.

Tutto questo si traduce anche in creazione di posti di lavoro e green job: lavoratori impiegati nella realizzazione e manutenzione del canale, nella cura del verde cittadino e nel settore turistico, grazie alle attività ludiche e sportive che si verranno a creare.

Rendering riapertura Naviglio Martesana in via Melchiorre Gioia a Milano

Fonti:

-https://www.weforum.org/agenda/2021/03/blue-spaces-water-improve-mental-health-says-study/
-https://www.theconstructionindex.co.uk/news/view/study-finds-health-benefits-in-regenerating-canals
-https://theconversation.com/living-near-water-can-be-beneficial-to-your-mental-health-heres-how-to-have-more-blue-spaces-in-cities-150486
-https://www.gcu.ac.uk/theuniversity/universitynews/2020-canal-regeneration-impacts-on-health/
-https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1618866715001016

-https://www.rivistamicron.it/approfondimenti/spazi-verdi-e-spazi-blu-allungano-la-vita/
-https://www.inabottle.it/it/persone/uomo-e-acqua-un-legame-indissolubile

https://www.nytimes.com/2010/07/06/health/06real.html?_r=1&ref=health
-https://www.who.int/health-topics/urban-health

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