L’ambulanza fluviale “Alfonso Litta”.

La storia dell’ambulanza fluviale e lagunare “Alfonso Litta” che navigò da Milano a Venezia, lungo il Naviglio Pavese.

Lo sapevi che dalla Darsena di Milano, nel 1898, partì il Convoglio Ospedaliero “Alfonso Litta”?

Il Convoglio, passando prima dal Naviglio Pavese, poi dal Ticino e infine dal Po arrivò fino a Venezia e fu utilizzato anche durante la Grande Guerra per prestare soccorso a militari e civili che abitavano nelle zone rivierasche.

I primi Convogli Ospedalieri Fluviali

Il primo esperimento di Ambulanza Fluviale risaliva al 1891, quando fu allestito il primo Convoglio Ambulanza Fluviale (forse meglio lacuale, visto che operò solo sul Lago Maggiore, con base a Verbano), che prese il nome di “Brunetta d’Ussaux“, poiché fu concepita e progettata dal Conte Eugenio Brunetta d’Usseaux, membro del Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana (vice-presidente per la Sezione Verbana) e vice-direttore di treni ospedalieri dell’Ordine di Malta .

Il suo progetto, compresi i piani costruttivi delle barche, venne raccolto in una pubblicazione che gli fruttò un “Grand prix d’honneur” all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. La prima edizione venne pubblicata col titolo: “Progetto di Convogli Ospedali Fluviali“, compilato in base al regolamento dell’Associazione Italiana della Croce Rossa, per il trasporto in tempo di guerra dei feriti e malati sui treni ospedali.

Il Convoglio “Brunetta d’Ussaux“, 1900 c/a.

Composizione

Questi convogli di ambulanze fluviali, composti da 9 barconi ricovero e 3 barche di scorta, erano stati progettati per trasportare fino a 300 soldati e 25 ufficiali (oltre ad 80 persone di servizio).

Al progetto, secondo il d’Usseaux, avrebbero dovuto prestare la loro opera anche le Società Canottieri, con i loro uomini e le loro darsene di servizio nelle rispettive zone, oltre ai loro locali come punti d’approvvigionamento, d’imbarco e sbarco, per il servizio di porta ordini, approvvigionamento viveri, ordini ai sindaci, servizio di corrispondenza ai malati, comunicazione con i delegati d’armata e con le autorità militari e civili.

Nel 1894 venne predisposto il materiale per allestire un altra ambulanza fluviale, la “Lario“, destinata ad operare sul lago di Como.

Il Convoglio Ospedaliero Fluviale “Alfonso Litta”

Nel 1891, mentre prestava servizio militare, morì prematuramente il conte Alfonso litta Visconti Arese, figlio illegittimo (e riconosciuto) del Re Umberto I e la duchessa Eugenia Attendolo Bolognini Litta (1837-1914), detta anche “la bella bolognina“, moglie del duca Giulio Litta Visconti Arese.

Profondamente colpita dalla morte figlio prediletto, fece all’Ospedale Maggiore di Milano una grossa donazione (vendendo gran parte dei suoi gioielli), che permise sostanziosi ampliamenti del nosocomio tra cui la costruzione (nel 1895) di un nuovo padiglione dedicato al figlio Alfonso e denominato Padiglione Litta: il primo ad essere costruito oltre il Naviglio, cioè dove si trova oggi l’attuale Policlinico e la sede dell’Associazione italiana soccorritori .

L’allestimento del convoglio

Inoltre, una parte della somma, fu utilizzata, in accordo con il presidente dell’ospedale, conte Emilio Borromeo, per la creazione di un convoglio ospedaliero fluviale di primo soccorso.

L’anno seguente, 1892, fu così allestita la prima vera ambulanza fluviale denominata “Alfonso Litta“, dedicata al figlio scomparso.
Fu costituita a Pallanza, con magazzino ad Arona, su proposta e disegno del Comitato Centrale.

Prima della Prima Guerra Mondiale, l’ambulanza fluviale prestava assistenza alle comunità che risiedevano lungo il corso del Po e i suoi affluenti, privi di assistenza ospedaliera sul posto e mal collegati sia sotto il profilo stradale che ferroviario.

L’ambulanza fluviale Alfonso Litta nella Darsena a Milano, 1898.

L’ospedale galleggiante fu così inaugurato il 22 giugno 1898 alla Darsena milanese, punto in cui partì il successivo 30 giugno per il suo primo viaggio, passando prima dal Naviglio pavese, poi dal Ticino e infine dal Po, per raggiungere Chioggia e quindi Venezia il 10 luglio.

L’ambulanza fluviale Alfonso Litta

La “Litta” era composta inizialmente da 4 chiatte a fondo piatto, lunghe 14 metri e larghe 4, di cui una destinata al personale direttivo, alla farmacia, alla camera di medicazione ed alla cucina e le altre quattro ad infermerie, con 46 barelle e 10 posti a sedere per ciascuno.

L’entrata del Alfonso Litta nel Naviglio Pavese, 1898 (Collezione CRI Cremona)

Il convoglio era trainato da uno o più rimorchiatori a vapore, ma potevano essere trainate, ciascuna, da due cavalli, che si muovevano lungo le alzaie dei canali e fiumi. Tre lance a remi di servizio assicuravano i collegamenti tra i natanti quando il convoglio era in navigazione.

L’ambulanza fluviale non era allestita solo su chiatte fluviali, infatti furono utilizzati anche battelli tipo bragozzo d’altura o trabaccolo da trasporto, imbarcazioni con chiglia, in uso sul mare Adriatico. Questi battelli, delle stesse dimensioni delle chiatte, erano dotati di due alberi attrezzabili con vele latine per cui erano potenzialmente in grado di navigare a differenza dei natanti di stampo fluviale.

Preparazione del rancio per l’equipaggio dell’ambulanza fluviale in sosta nei pressi di una chiusa sul Naviglio Pavese. Il personale della CRI indossa l’uniforme da fatica e, dato il periodo estivo, un cappello di paglia a falde larghe. I barconi agli ormeggi sono i numeri 1 e 2, riconoscibili dal numero dipinto a prua. Dal tetto della corsia del barcone n. 1 si nota il comignolo della cucina/cambusa. (Collezione CRI Cremona)

Il Personale a bordo

Il personale a bordo era composto da: 1 commissario, 1 contabile, 2 impiegati, 4 medici, 1 cappellano, 1 farmacista, 1 cuoco, 10 sottufficiali, 24 infermieri, 6 inservienti e 2 carpentieri, più 25 canottieri addetti al governo delle imbarcazioni.

Tra il personale delle ambulanze fluviali, prima volontario poi già sotto le armi (dopo la sospensione degli arruolamenti volontari) si ricordano i membri delle società canottieri, utili per la loro conoscenza riguardo alla navigabilità dei vari affluenti del Po e di altre realtà fluviali interessate da queste particolari unità di soccorso.

L’ambulanza fluviale funzionò durante il conflitto da luglio al 26 settembre 1915 poiché l’approssimarsi della stagione delle nebbie, le difficoltà di riscaldamento dei barconi nel periodo invernale e altre necessità logistiche determinò la sospensione dell’attività di soccorso.

Ambulanza fluviale “Alfonso Litta”, sosta sul Po (Collezione CRI Cremona)

Fonti

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