La “Casa galleggiante”

La Casa Galleggiante di Pavia che venne a Milano a cercare fortuna

Sapevi che a Milano negli anni ’30 era presente una vera e propria casa galleggiante con tanto di comfort?

La “casa navigante”, ritenuta l’unico esemplare del genere nell’alta Italia, possedeva infatti una veranda esterna, salotto, cucina, anticamera e camera da letto, bagno, cantina, luce elettrica e persino acqua corrente.

Il barcone era stato realizzato per il barcaiolo borghigiano Alfredo Fregnani, figlio di Siro Fregnani, soprannominato Stupin, un abile vogatore pavese.

La storia

Il 2 agosto 1931 la “Domenica del Corriere” diede la notizia che uno zatterone di cemento lungo 14 metri e largo 4,5 metri trasformato in casa galleggiante era giunto nella Darsena di Milano.

La casa galleggiante ormeggiata lungo la riva del Ticino a Pavia. La “Domenica del Corriere”, 2 agosto 1931. Collezione Pietro Ferrari, Pavia.

Il viaggio

In una giornata di luglio la zattera venne trasferita dalle rive del Ticino a Milano, risalendo lentamente il Naviglio Pavese al traino di un rimorchiatore e superando le 14 conche presenti.

La casa galleggiante giunse in serata nel porto milanese, ormeggiando sul lato di ponente della Darsena, dove presto divenne un punto di riferimento per gli appassionati della voga e un apprezzato centro di noleggio barche.

Alfredo Fregnani e la moglie Maria Lanati posano sul barcone ormeggiato in Darsena (anni ’30). Collezione Gustavo Varesi, Pavia.

Alfredo Fregnani, con la moglie Maria Lanati e papà Siro, aveva deciso di trasferirsi da Pavia a Milano in cerca di fortuna per fare il lavoro che più gli piaceva: il barcaiolo, una tradizione famigliare che si tramandava di padre in figlio.

In poco tempo la sua bravura fu riconosciuta da tutti e la sua voce giunse sino alla famiglia reale, tanto che quando una delle figlie di Vittorio Emanuele III soggiornava nella VIlla Reale di Monza, Alfredo era chiamato a condurre la gondola ormeggiata nel laghetto del parco.

La fine dell’attività

Il 16 agosto 1943 la casa galleggiante fu devastata dallo spostamento d’aria provocato dall’esplosione delle bombe sganciate durante un’incursione aerea su Milano. Rimase solo lo scafo di cemento.

Terminata la guerra fu riportata nel Ticino a Pavia, sempre tramite il Naviglio Pavese.

Il barcone di cemento privo della casa andata distrutta dai bombardamento discende il naviglio Pavese al traino di un rimorchiatore. Collezione Pietro Ferrari, Pavia.

A Pavia ebbe una seconda vita e ospitò anche un locale ristoro, il bar Trieste, chiuso nel 2005. La casa Galleggiante si può ancora vedere ormeggiata in località “Casa sul Fiume” a Pavia.

Fonti:
Il Naviglio di Pavia 1819 – 2019. Pier Vittorio Chierico e Club Vogatori Pavesi

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *