Il “Naviglio morto” di Milano

Lo sapevi che a Milano c’era un Naviglio detto “MORTO”?

Te lo anticipo già: non si riferisce né a qualche fatto di cronaca nera, né a qualche olezzo maleodorante proveniente dalle sue acque…

 Il naviglio Morto in un dipinto di Giuseppe Bernardino Bison.

Cos’era il Naviglio morto?

Per capire il perché di questo nome, bisogna ritornare al XV secolo, quando venne completata la Cerchia Interna dei Navigli di Milano, grazie ai lavori di canalizzazione e ampliamento del fossato difensivo creato nel XII secolo.

La Cerchia interna dei Navigli, chiamata anche Naviglio Interno, era un canale circolare di circa 6,5 chilometri che, fino agli anni ’20 del Novecento, cingeva il centro di Milano.
Il canale era largo circa 9 metri ed era dotato di conche di navigazione ed aree portuali, di cui la più famosa era il Laghetto di Santo Stefano alle spalle del Duomo.

Il percorso della Cerchia dei Navigli riprendeva l’antico fossato difensivo della Milano medievale e corrispondeva alle attuali vie: Fatebenefratelli, Senato, San Damiano, Visconti di Modrone, Francesco Sforza, Santa Sofia, Molino delle Armi, De Amicis, Carducci, Piazza Castello e via Pontaccio.

L’unica parte della Cerchia dei Navigli che rimase un semplice fossato non navigabile fu quella verso il Castello Sforzesco, ovvero il tratto situato a nord-ovest: la sua funzione restò infatti quella di portare acqua al fossato del castello.

Il Naviglio di San Gerolamo
Il Naviglio di San Gerolamo (oggi via Carducci ) dal ponte di corso Magenta

Questi due rami della Cerchia furono interrati tra il 1894 e il 1895 per problemi igienici causati dall’acqua stagnante (entrambi, come già accennato, non avevano sbocchi, dato che il fossato del castello, loro originaria destinazione, venne interrato nel XVII secolo).

I due rami della Cerchia dei Navigli che si dirigevano verso il Castello Sforzesco erano chiamati Naviglio di San Gerolamo (quello che scendeva dal vertice meridionale della fortificazione lungo via Carducci fino all’imbocco con via De Amicis) e Naviglio Morto (quello che scendeva dal suo vertice settentrionale compreso tra le vie Pontaccio e San Marco).

La Cerchia dei Navigli a Milano all’altezza di San Marco. Sulla sinistra si riconosce il ponticello Beatrice di via Brera (situato nei pressi della Pusterla Beatrice), mentre sulla destra, all’altezza dell’edificio visto frontalmente (dopo cui iniziava, sulla sinistra, il Naviglio Morto), nascosto dall’inquadratura, lo sbocco del laghetto di San Marco tramite l’omonima conca [wikipedia].

Il significato

Questo canale, dopo l’interramento del fossato del Castello avvenuto nel XVII secolo in quanto ormai il suo allagamento aveva perso di importanza militare, prese il nome di Naviglio Morto, poiché giunto alla fortificazione non aveva sbocchi (analogamente anche il Naviglio di San Gerolamo era “chiuso” dal successivo interramento del fossato del Castello).

Il naviglio Morto in una mappa del 1860 di Milano

Il naviglio di San Gerolamo venne interrato nel 1895  (di cui era già stata approvata la soppressione il 13 giugno 1883) a causa delle precarie condizioni igieniche e strutturali, oltre che per la sua sostanziale inutilità non potendo essere navigato.

Al suo interno venne realizzato un condotto in calcestruzzo, necessario a mantenere il collettamento delle acque provenienti dalla roggia del Castello alla Fossa Interna ancora integra (coperta soltanto nel 1929) e l’anno successivo venne interrato anche il Naviglio Morto.

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