La “Baia del Re”

Cos’era la “Baia del Re” e dove si trovava?

La Baia del Re era un quartiere di Milano nato in un’area di aperta campagna, nel sud della città, situato nei pressi dell’attuale zona 5, per la precisione, nell’odierno quartiere Stadera, affianco al Naviglio Pavese.

Il “Gamba de Legn” al Piazzale Carrara nel 1934

La storia

Nel 1926 lo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) costruì 1886 alloggi per le famiglie povere e gli sfrattati che abitavano nelle baracche del comune in zona Ticinese.

Il regime chiamò inizialmente il quartiere “28 ottobre” in ricordo della Marcia su Roma, ma gli abitanti, che erano quasi tutti operai, rifiutarono il nome e lo ribattezzarono Baia del Re ispirandosi al comandante Umberto Nobile.

Umberto nobile fu un generale ed esploratore italiano che il 15 aprile 1928, alla guida del dirigibile “Italia”, raggiunse il Polo Nord con una sfortunata spedizione, partendo proprio da questa zona di Milano.

La “Baia del Re” (Kingsbay) fu l’ultimo avamposto scandinavo da cui partì la spedizione.

Generale Umberto Nobile, 1920.

Solo nel dopoguerra compare il nome “Stadera” che nasce da una pesa pubblica, in viale Giovanni da Cermenate, e da un’antica cascina, oggi scomparsa, che fino ai primi anni 20 era situata nel riquadro delle attuali vie De Sanctis, via Palmieri, via Montegani e il Naviglio Pavese.

Particolare importanza ebbe la Resistenza antifascista alla Baia del Re: testimoniata da moltissime lapidi, medaglie al valore e racconti come fenomeno collettivo, venne ricordata da documenti dell’Allied Screening Commission USA per il rifugio che le sue famiglie offrirono a prigionieri di guerra alleati, a rischio della vita.

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