Ponte dello scodellino

Il ponte dello Scodellino o della scodellina  è il prolungamento di Viale Gorizia verso piazza XXIV Maggio nel punto in cui il Naviglio Grande si immette nella Darsena di Milano.

Ponte dello scodellino vista Darsena

Sull’origine del suo nome ci sono due teorie. Secondo la più accreditata, Il ponte si chiama così perché attraversandolo, i battaglieri dovevano pagare il transito con uno scudello, ovvero una moneta dal valore di un quarto di scudo. Secondo l’altra teoria, in passato i conducenti dei barconi, i cosiddetti “comballi”, che trasportavano sabbia e altri materiali, erano soliti fermarsi presso l’Osteria del Pallone che si trovava nelle immediate vicinanze del ponte per farsi dare una scodella di minestra bollente, soprattutto nelle fredde giornate autunnali e invernali. Leggi tutto

“El barchett de Boffalora”

Nel corso del XIX secolo, il Naviglio Grande era solcato soprattutto dai “barchett“, le barche corriere che partivano da Gaggiano, Abbiategrasso, Boffalora, Cuggiono e Turbigo e trasportavano i passeggeri e la corrispondenza fino alla Darsena di Milano.

Le prime notizie certe di questo servizio di trasporto passeggeri, risalgono al 1645, con una cadenza regolare da Tornavento fino alla darsena di Milano. Questa data è certificata da un documento del 15 giugno 1645, della “morta subitanea” di tale Gioanni Motter tedesco, avvenuta il 15 giugno 1645, appena giunto a Boffalora col Navetin (Barchetto). Gestito fin dal 1777 da Giuseppe Castiglioni e soci, barcaioli di Boffalora, il servizio era molto efficiente e fu utilizzato fino al 1913, quando la politica di modernizzazione intrapresa da Giolitti con l’inaugurazione della nuova linea tramviaria di Milano, ne decretò la fine. Il servizio era in funzione in tutte le stagioni e impiegava in tutto tre persone: due a bordo e uno a terra per incitare e controllare i cavalli che trascinavano il barcone dalla sponda. Leggi tutto

Villa Gaia Grandini

Villa Gaia Gandini, così denominata nella seconda metà del Quattrocento per il carattere delle feste che vi si svolgevano, è uno dei più antichi edifici lungo i Navigli milanesi ed è tra i primi edifici con carattere di villa in Lombardia e tra i più ricchi di ricordi storici. La villa è situata a Robecco sul Naviglio, un comune in provincia di Milano, conosciuto soprattutto per la presenza di numerose residenze estive di importanti famiglie Milanesi.

Utilizzate come luoghi di svago, in queste residenze ospitavano feste e balli e proprio per questa particolarità vengono chiamate ancora oggi “Ville di delizia”. Leggi tutto

Come si navigava sui Navigli?

Come facevano a navigare i barconi lungo i Navigli Milanesi?

Ti sei mai chiesto come navigavano i barconi senza motore che scendevano e risalivano i nostri Navigli?

I barconi, che si distinguevano a seconda delle dimensioni (cagnone, mezzane, borcelli o mangani) discendevano i Navigli utilizzando la corrente acquatica, sfruttando quindi la pendenza del canale.

Molto spesso, nel Novecento, le imbarcazioni che navigavano sul Naviglio Grande partivano dalle cave di sabbia o ghiaia poste lungo il canale e arrivavano fino in Darsena a Milano.

Sul Naviglio Pavese invece, oltre alla sabbia (la rena in milanese), si trasportavano soprattutto prodotto caseari come formaggi o latticini, che giungevano in città dall’Oltrepò. Molto spesso i naviganti, per non pagare il dazio in Darsena, si fermavano pochi metri prima, nel Bordo di San Gottardo, detto anche il “Burg dei furmagiatt Leggi tutto

Il laghetto di Santo Stefano

Inizialmente i barconi che trasportavano i marmi estratti dalle cave di Candoglia, necessari per la costruzione del Duomo, arrivavano a Milano fino al Laghetto di S. Eustorgio (l’attuale Darsena di Porta Ticinese) a circa 2 km dal Duomo, pieni di migliaia di tonnellate del prezioso materiale, percorrendo così l’ultimo tratto via terra.

All’inizio del ‘400, l’importante invenzione tecnica delle conche di navigazione (in seguito perfezionate da Leonardo da Vinci) riuscì a risolvere questo problema: infatti nel 1439, con la costruzione della Conca di Viarenna e il collegamento alla Cerchia interna, le imbarcazioni arriveranno fino al Laghetto di S. Stefano, bacino scavato appositamente, a soli trecento metri dal Duomo; da lì i blocchi di marmo, dopo essere stati caricati con apposite gru (chiamate “falcone” e “falconetto”), percorrevano gli ultimi metri su robusti carri fino alla “Cascina degli Scalpellini“, per essere poi trasformati in statue, fregi, doccioni e guglie. Leggi tutto

La “Baia del Re”

Cos’era la “Baia del Re” e dove si trovava?

La Baia del Re era un quartiere di Milano nato in un’area di aperta campagna, nel sud della città, situato nei pressi dell’attuale zona 5, per la precisione, nell’odierno quartiere Stadera, affianco al Naviglio Pavese.

Il “Gamba de Legn” al Piazzale Carrara nel 1934

La storia

Nel 1926 lo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) costruì 1886 alloggi per le famiglie povere e gli sfrattati che abitavano nelle baracche del comune in zona Ticinese.

Il regime chiamò inizialmente il quartiere “28 ottobre” in ricordo della Marcia su Roma, ma gli abitanti, che erano quasi tutti operai, rifiutarono il nome e lo ribattezzarono Baia del Re ispirandosi al comandante Umberto Nobile. Leggi tutto